L'Eredità Immortale del Pittore del Cinema
La scomparsa di un'icona dell'arte cinematografica: il ricordo di Renato Casaro
Il 30 settembre, la città di Treviso ha salutato per l'ultima volta Renato Casaro, l'insigne pittore la cui maestria nell'arte dei manifesti cinematografici ha definito un'epoca. La sua scomparsa, dovuta a una broncopolmonite, avviene poco prima del suo novantesimo compleanno, che avrebbe celebrato il 28 ottobre. Casaro è stato uno degli ultimi grandi esponenti di un'arte che oggi è stata in gran parte soppiantata da grafiche digitali generate artificialmente, spesso prive dell'anima e della profondità che caratterizzavano le sue creazioni. Un anno fa, la Casa del Cinema di Roma gli aveva dedicato una mostra celebrativa, testimoniando il suo impatto duraturo nel mondo della settima arte.
Un percorso artistico straordinario: dalle origini al successo internazionale
L'artista ha intrapreso il suo cammino nel mondo dell'illustrazione cinematografica in giovane età, forgiando la sua abilità come autodidatta. Le sue principali fonti di ispirazione furono maestri come Norman Rockwell e Alessandro Cesselon. Dopo aver affinato le sue tecniche nella sua città natale, Treviso, si trasferì a Roma a diciotto anni, dove in breve tempo aprì un proprio studio. Qui, la sua carriera decollò, portandolo a realizzare migliaia di opere che hanno circolato in tutto il globo, tra cui spiccano i manifesti per capolavori del calibro di “La Bibbia” di John Huston. Le sue illustrazioni hanno dato un volto visivo ai film di registi illustri come Claude Lelouch, Francis Ford Coppola, Wolfgang Petersen, Bernardo Bertolucci, Luc Besson, Franco Zeffirelli e Rainer Werner Fassbinder. Ha anche curato la grafica per tutte le pellicole di Sergio Leone, consolidando il suo status di artista di fama mondiale.
Riconoscimenti e collaborazioni prestigiose: il segno distintivo di un maestro
Nel 1988, la sua eccellenza artistica fu premiata con il Ciak d'oro per il manifesto di “Opera” di Dario Argento, un riconoscimento che gli fu conferito nuovamente tre anni dopo per il suo lavoro su “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci. La sua influenza ha attraversato generazioni e stili, arrivando fino a Hollywood, dove nel 2019 Quentin Tarantino lo ha chiamato per creare i poster vintage fittizi presenti in “C'era una volta... a Hollywood”. Nonostante la sua età, Casaro ha continuato a produrre, realizzando persino manifesti per parchi a tema nel 2024. Il suo ultimo contributo al cinema è stato il manifesto per “Una commedia pericolosa” del 2023, diretto da Alessandro Pondi, un degno epilogo per una carriera eccezionale. Il suo lavoro continua a essere un punto di riferimento, con numerosi cinefili che custodiscono riproduzioni delle sue opere, mentre i collezionisti si contendono gli originali. Suo figlio Claudio ha ereditato la passione, seguendo le orme paterne nell'arte.
