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Ari Aster su 'Eddington': Il Cinema Come Specchio della Realtà Contemporanea

Il regista Ari Aster, a soli trentanove anni e con quattro pellicole all'attivo, si conferma una figura ammirata nel panorama cinematografico globale, non solo tra il pubblico più giovane ma anche da maestri come Martin Scorsese. La sua ultima opera, \"Eddington\", presentata in anteprima mondiale a Cannes e ora in Italia alla Festa del Cinema di Roma prima dell'uscita nelle sale, segna un'ulteriore evoluzione nel suo percorso artistico. Questa pellicola è stata inizialmente descritta come un western contemporaneo, una definizione che coglie solo in parte la sua ricchezza. Il film si rivela un amalgama di generi, spaziando dal western moderno alla commedia, dal thriller all'azione, con l'obiettivo primario di analizzare, attraverso una lente satirica, le tensioni culturali, sociali e politiche che caratterizzano gli Stati Uniti e, più in generale, l'Occidente.

L'Approccio di Ari Aster alla Realtà e al Genere Cinematografico

In un'intervista tenutasi all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, durante la Festa del Cinema di Roma, Ari Aster ha condiviso le sue riflessioni sul cinema e sulla creazione di \"Eddington\". Il regista, con un'aria che lo rendeva vagamente simile a un personaggio alleniano, ha espresso con entusiasmo e momenti di profonda riflessione la sua visione. Ha spiegato che il suo processo creativo non parte mai da un genere predefinito, ma piuttosto da un soggetto, da una narrazione, per poi individuare la forma espressiva più adatta. Questo approccio è evidente nel suo percorso, che lo ha visto spaziare dall'horror di \"Hereditary\" e \"Midsommar\" a \"Beau ha paura\", fino ad arrivare a \"Eddington\".

Per \"Hereditary\", ha scelto l'horror come mezzo per esplorare la disgregazione familiare. \"Midsommar\" è stata una sfida personale per reinterpretare il folk horror, trasformandolo in una metafora della separazione. Con \"Beau ha paura\", è stato guidato da un'atmosfera onirica e da un umorismo grottesco. \"Eddington\", invece, nasce dal desiderio di rappresentare i tempi attuali negli Stati Uniti, un contesto che Aster conosce profondamente avendo vissuto nel sud-ovest e essendo cresciuto nel New Mexico. Questo lo ha naturalmente condotto verso il genere western, considerato intrinsecamente americano. Il regista ha sottolineato che il suo prossimo progetto seguirà la stessa logica, partendo dalla storia e non dal genere.

Aster ha riflettuto su come la sua opera si inserisca in un contesto più ampio, insieme a film come \"Una battaglia dopo l'altra\" di Paul Thomas Anderson e \"After the Hunt\" di Luca Guadagnino, che pure esplorano la realtà americana. Ha osservato che la situazione mondiale attuale è \"folle\", caratterizzata da grandi trasformazioni. Per Aster, sarebbe \"strano non sentirsi spinti ad affrontare quel che sta accadendo\", poiché la realtà è così intensa da imporre una riflessione. Ha aggiunto che, se non si utilizza la realtà nel proprio lavoro, \"quello che sta accadendo finirà per usare te\", evidenziando l'urgenza di una risposta artistica.

Un elemento distintivo di \"Eddington\", comune anche agli altri film menzionati, è l'uso di una forte ironia e di una satira esplicita. Aster ha giustificato questa scelta affermando che, nonostante si viva in un'era potenzialmente catastrofica e pericolosa, essa è anche \"incredibilmente assurda\". Questa contraddizione, unita alla cultura dei meme e alla deumanizzazione dell'altro, rende impossibile prendere la realtà totalmente sul serio. La satira in \"Eddington\" mira a cogliere l'oscenità e la stupidità del presente, ma anche i suoi aspetti orribili. Attraverso personaggi con cui non si identifica, Aster cerca di evidenziare la loro umanità e le loro motivazioni, mentre si mostra più critico verso i personaggi che riflettono le sue stesse convinzioni, utilizzandoli come uno \"specchio\" per auto-esaminarsi.

La visione di Ari Aster offre un potente richiamo all'arte come strumento essenziale per navigare e interpretare la complessità del mondo contemporaneo. La sua capacità di fondere generi e di usare l'ironia come chiave di lettura ci invita a una riflessione critica e a una maggiore consapevolezza delle dinamiche sociali e culturali che ci circondano.