Finanza

Azimut: Mediobanca Rileva Sottovalutazione del Titolo e Alza il Target Price

Azimut, una delle principali società nel settore della gestione patrimoniale, ha recentemente catturato l'attenzione del mercato azionario italiano, segnando un notevole incremento nelle quotazioni. Nelle ultime due sessioni di Borsa, le azioni di Azimut hanno registrato un balzo del 5%, superando la soglia dei 33 euro per azione. Questo slancio è stato alimentato da un'approfondita analisi condotta da Mediobanca, la quale ha evidenziato una significativa sottovalutazione del titolo. Di conseguenza, gli esperti finanziari hanno confermato il loro giudizio positivo, mantenendo la raccomandazione di 'overweight' e innalzando il prezzo obiettivo da 35 a 40 euro per azione, prevedendo ulteriori margini di crescita per il gruppo. Dall'inizio dell'anno, le performance di Azimut sono state eccezionali, con un aumento complessivo del 37,5%.

L'analisi di Mediobanca si basa su una valutazione dettagliata dei fondamentali di Azimut, includendo la sua considerevole liquidità netta, che ammontava a 643 milioni di euro al termine del primo semestre 2025, e la partecipazione di 653 milioni in Tnb, la banca digitale sviluppata in collaborazione con FSI. A questi dati si aggiungono le stime degli asset in Italia, esclusa Tnb, pari a 4,02 miliardi di euro, quelli internazionali per 1,5 miliardi e circa 19 milioni per le consociate strategiche. Un elemento cruciale nel calcolo è il valore degli earn-out di Tnb, stimato da Azimut stessa a 2,28 miliardi di euro. L'aggregazione di questi fattori ha portato gli analisti a stimare un valore complessivo del patrimonio azionario di 7,25 miliardi di euro, cifra che si contrappone all'attuale capitalizzazione di mercato di 4,45 miliardi. Mediobanca ha sottolineato come il mercato non riconosca appieno né il valore intrinseco delle attività italiane, né la robusta posizione finanziaria netta dell'azienda, indicando una chiara disparità di valutazione.

Gli esperti di Mediobanca suggeriscono che il mercato consideri Azimut come una holding quotata con uno sconto, riflettendo la complessità e la diversificazione delle sue operazioni. Per superare questa percezione e colmare il divario di valutazione, è imperativo che Azimut adotti una strategia più trasparente e definita per la gestione del capitale. In passato, la fiducia degli investitori è stata scossa da politiche di restituzione del capitale considerate incoerenti, come la distribuzione di dividendi in azioni anziché in contanti e l'assenza di piani di riacquisto di azioni proprie chiaramente delineati. Pertanto, la proposta di Mediobanca è di implementare un quadro strutturato per l'allocazione delle risorse: l'80% del flusso di cassa operativo dovrebbe essere distribuito agli azionisti, con il 60% sotto forma di dividendi in contanti e il restante 20% attraverso il riacquisto di azioni proprie. Il rimanente 20% verrebbe trattenuto per finanziare la crescita futura dell'azienda. Inoltre, si prevede la possibilità di distribuire gli earn-out di Tnb come dividendi straordinari, per un totale di circa 2,8 miliardi di euro, corrispondenti al 63% dell'attuale capitalizzazione di mercato. Questa politica, se attuata, potrebbe portare a un rendimento totale per gli azionisti del 7,8% nel 2026, con proiezioni di superare il 10% entro il 2030. Un approccio così credibile potrebbe ridurre significativamente la differenza tra il valore percepito e quello reale del titolo. È degno di nota che, nell'agosto 2025, Azimut ha registrato una raccolta netta di 1,5 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi destinati a soluzioni gestite, confermando l'obiettivo di fine anno tra 28 e 31 miliardi.

In conclusione, l'analisi di Mediobanca evidenzia il notevole potenziale inespresso del titolo Azimut e la sua sottovalutazione intrinseca. L'adozione di una politica di allocazione del capitale più chiara e strutturata non solo ristabilirebbe la fiducia degli investitori, ma sbloccherebbe anche un valore significativo per gli azionisti. È fondamentale che le aziende, in particolare quelle nel settore della gestione patrimoniale, comunichino in modo efficace le proprie strategie finanziarie per garantire che il mercato riconosca pienamente il loro valore reale e le prospettive di crescita future.