Berend Brus, un creativo nel campo della moda, si distingue per la sua capacità di infondere nelle sue opere emozioni profonde e la forza intrinseca dell'animo umano. Attraverso le sue creazioni, celebra l'individualità e la lotta quotidiana per essere autentici. Ogni dettaglio nei suoi capi racchiude narrazioni di momenti difficili e di trionfi, di grida soffocate e di gioie immense, tessuti con la consapevolezza di chi ha affrontato e superato le avversità. La sua arte è un dialogo costante tra opposti, tra fuoco e rugiada, oscurità e luce, cicli di vita incisi nel cuore e sulle stoffe.
Il talento di Brus è emerso precocemente. Durante i suoi studi presso la Willem de Kooning di Rotterdam, ha esplorato il mondo artistico della vita notturna, incontrando figure che hanno arricchito la sua visione creativa. Si è diplomato in fashion design nel 2018 con la collezione 'Queer Queer Queer', che ha immediatamente attirato l'attenzione di numerose celebrità. Conchita Wurst ha indossato un suo capo durante la prima di 'Queen of Drags' nel 2019, e Victoria Koblenko ha scelto una sua creazione per l'apertura della stagione del Nationale Ballet en Opera di Amsterdam nel 2018.
Successivamente, Brus ha partecipato al FashionClash, un rinomato evento annuale per nuovi talenti a Maastricht, nel 2019 e nel 2021. Le sue collezioni hanno ricevuto riconoscimenti internazionali per la loro bellezza, l'attenzione ai dettagli e l'originalità. Nonostante il successo iniziale del suo marchio, la pandemia ha imposto una pausa forzata, ricca di sfide. La svolta è arrivata con l'opportunità di contribuire come designer a due edizioni olandesi di 'Drag Race', condotte da Fred van Leer, per cui Brus ha realizzato costumi. Questa esperienza lo ha incoraggiato a riprendere la creazione di collezioni che riflettono la sua vera essenza, fino a quando un evento drammatico ha segnato profondamente la sua vita personale e artistica.
Nell'estate del 2022, Brus è stato vittima di un grave atto di violenza discriminatoria a Berlino. Ci sono voluti quasi due anni per superare il trauma e riprendere una vita normale. Questo periodo di dolore e paura lo ha portato spesso a considerare l'abbandono della sua carriera, ma grazie alla sua forza di volontà e al supporto delle persone care, è riuscito a emergere da questa oscurità. Ha ripreso a creare costumi per i partecipanti dello show 'Make Up Your Mind', trasmesso anche in Italia come 'Non Sono Una Signora', in cui celebrità locali si esibiscono come drag queen, presentato in Olanda da Fred van Leer e Nikki de Jager.
«C'è un motivo se per anni ho realizzato solo costumi. Per molto tempo non sono riuscito a creare nulla, e come forma di terapia, ho iniziato a sperimentare con materiali e progetti alternativi. Dopo il periodo buio ho scelto di celebrare la vita e ho ritrovato la determinazione necessaria per riprendere il percorso da designer indipendente, collaborando con artisti che hanno il coraggio di lanciare messaggi forti, facendone l'aspetto centrale del mio lavoro», afferma Brus. La collaborazione con ALOK, artista e attivista queer di fama mondiale, ha rappresentato un punto di svolta. ALOK ha indossato un abito di Brus in un editoriale di Glamcult nel 2021 e successivamente un'altra creazione durante un concerto ad Amsterdam. Da quel momento, ha avuto inizio una rinascita sia personale che artistica per il designer, che ha recentemente completato la sua nuova collezione, 'The Copper Album'.
La collezione, come suggerisce il nome, si concentra sull'utilizzo del rame, culminando in un abito interamente realizzato con questo metallo, che testimonia una maestria artigianale eccezionale. «Ho affrontato questo progetto con una mente più aperta, capitalizzando le esperienze degli ultimi anni e sviluppando nuove tecniche, abbinate anche ai suoni. Ho compreso che nella vita bisogna saper rinunciare a certe cose e che non si ha alcun controllo sul passato. I temi ricorrenti della collezione sono la resilienza, una visione critica degli eventi e l'alternarsi tra il desiderio di nascondere e quello di esporre, che coesistono. L'abito in rame è un vero progetto di vita, frutto di un lungo processo creativo e artigianale. È un capo impegnativo da indossare, pesando nove chili, ma ne vale la pena. La prima volta che l'abbiamo fatto indossare alla modella, il rame ha prodotto suoni meravigliosi ad ogni movimento, conferendo una dimensione aggiuntiva. Ho lavorato a lungo su questo progetto, e vederlo prendere vita mi ha reso immensamente felice».
L'unico look della collezione finora mostrato pubblicamente è stato quello indossato da ALOK durante una performance a Berlino. Berend ha anche collaborato con l'artista e cantante olandese Kiri Mirioki, che ha creato tracce sonore di accompagnamento agli abiti, disponibili su Spotify, e che li indosserà nelle sue prossime esibizioni. «La mia missione è proprio questa: collaborare con altri artisti per crescere e generare cambiamenti insieme, attraverso un dialogo creativo costante. La collaborazione con ALOK è stata una missione di vita, poiché ho creato qualcosa che si adatta alla sua personalità e al messaggio che vuole trasmettere. È ciò che intendo continuare a fare con altri artisti». Per la collezione, oltre al rame, ha utilizzato pelle proveniente da scorte deadstock, cotone, reti e tele riciclate. L'abito color rame ha uno strato inferiore in pelle non visibile ad occhio nudo, e i tessuti sono stampati su materiali ecologici. Per il look di ALOK, ha tagliato i pantaloni in strisce di pelle per creare un effetto fluido, come se scorressero sul corpo al rallentatore.
Berend Brus guarda al futuro con rinnovata speranza e progetti ambiziosi: «Sono pronto a fare il prossimo passo e a farmi conoscere maggiormente a livello internazionale. Il mio più grande sogno è vestire Tilda Swinton e Sevdaliza, un'artista iraniana e olandese che utilizza le sue piattaforme mediatiche per combattere il femminicidio e la guerra, rappresentando per me l'intersezione in cui la moda acquista un significato fondamentale. Desidero condividere messaggi importanti, contribuendo ai dibattiti sociali in corso. Viviamo in un momento storico e politico in cui l'umanità sembra svanire, e cerco il dialogo anche per trovare risposte. La libertà non ha prezzo, e non intendo rinunciare alla possibilità di esprimermi liberamente. Dobbiamo crederci, e insieme possiamo farcela».
In definitiva, la storia di Berend Brus è un esempio potente di come l'arte e la moda possano diventare strumenti di resilienza e trasformazione personale. Dalle sfide della vita alle passerelle internazionali, il suo percorso riflette un impegno costante verso l'autenticità e la promozione di un dialogo significativo attraverso le sue creazioni. Ogni abito non è solo un capo d'abbigliamento, ma una narrazione visiva e sensoriale, un invito a celebrare l'unicità e a lottare per un mondo più inclusivo, dimostrando che l'arte può essere un motore di cambiamento e speranza.
