La disputa tra il campione IndyCar Alex Palou e la scuderia McLaren continua a far discutere, con nuove dichiarazioni che alimentano la controversia. Al centro della polemica vi è l'ingaggio di Oscar Piastri, giovane talento australiano, e le presunte obiezioni del CEO Zak Brown, prontamente smentite da quest'ultimo. Questo scontro legale e mediatico aggiunge ulteriore tensione a un ambiente già competitivo come quello della Formula 1, mentre la McLaren affronta anche una causa per violazione contrattuale con Palou.
Brown ha respinto con forza le accuse di Palou riguardo alla sua presunta opposizione all'assunzione di Piastri, definendo tali affermazioni \"assurde\". Ha ribadito il suo pieno appoggio al pilota australiano, elogiandone le capacità e il potenziale. La vicenda si inserisce in un contesto delicato per la McLaren, impegnata a consolidare la sua posizione nel campionato con una coppia di piloti considerata tra le più forti, e a risolvere la questione legale con Palou, che minaccia ripercussioni economiche per la scuderia.
Le Dichiarazioni di Palou e la Reazione di Brown
Alex Palou, vincitore della 500 Miglia di Indianapolis e quattro volte campione IndyCar, ha recentemente testimoniato in un'udienza a Londra, affermando che il CEO della McLaren, Zak Brown, gli avrebbe espresso la sua disapprovazione riguardo all'ingaggio di Oscar Piastri per la stagione 2023. Palou ha sostenuto che Brown avrebbe addirittura indicato l'ex team principal Andreas Seidl come l'artefice di tale decisione, implicando che Brown non avesse avuto un ruolo attivo o favorevole. Questa testimonianza ha generato un'onda di sorpresa nel mondo delle corse, mettendo in discussione la coesione interna della McLaren e la trasparenza delle sue scelte strategiche.
In risposta alle accuse, Zak Brown ha rilasciato dichiarazioni ferme e inequivocabili, definendo le affermazioni di Palou \"ridicole\" e prive di fondamento. Parlando con i giornalisti prima del Gran Premio degli Stati Uniti, Brown ha sottolineato l'assurdità dell'idea che non sarebbe lui a prendere decisioni chiave riguardanti i piloti del team, né che potesse essere contrario all'ingaggio di un talento come Piastri. Ha enfatizzato il suo totale supporto al pilota australiano e ha ribadito che qualsiasi insinuazione contraria è errata e facilmente smentibile da chiunque segua da vicino il mondo della Formula 1 e la politica interna della McLaren, dove il ruolo di CEO implica la responsabilità generale su tutte le operazioni, comprese le scelte dei piloti.
La Situazione Attuale e le Implicazioni Future
Le dichiarazioni di Alex Palou hanno generato un notevole fermento, specialmente in Australia, dove persiste il timore che la McLaren possa privilegiare il pilota britannico Lando Norris nella competizione per il titolo. Questa tensione arriva in un momento cruciale, con sei gare e tre sprint rimanenti nel calendario. L'attenzione si è spostata interamente sui piloti, ora che la McLaren si è assicurata il titolo costruttori, e Piastri ambisce a diventare il terzo campione del mondo di Formula Uno australiano, il primo dopo Alan Jones nel 1980. La sua transizione in McLaren per il 2023 è avvenuta dopo una controversia contrattuale con Alpine, un episodio che è stato persino documentato nella serie Netflix \"Drive to Survive\", con Brown stesso tra i protagonisti.
Oscar Piastri non ha ancora rilasciato commenti diretti sulla vicenda, ma è atteso da dichiarazioni ai giornalisti ad Austin. Brown, interrogato dall'avvocato di Palou la settimana precedente, ha raccontato di aver parlato con Piastri, che avrebbe scherzato sull'idea che il suo capo non avesse alcuna voce in capitolo sulle assunzioni dei piloti. Brown ha ribadito il suo entusiasmo per la coppia di piloti, affermando di avere \"la migliore coppia di piloti della griglia F1 con Oscar e Lando\", ed esprimendo fiducia nelle loro future prestazioni. Nel frattempo, McLaren Racing sta richiedendo circa 20 milioni di dollari a Palou in una causa che si protrarrà fino a novembre, a seguito della sua decisione di rinunciare al trasferimento e rimanere con Chip Ganassi Racing (CGR) in IndyCar. Palou ha ammesso la violazione del contratto, ma contesta di dover tale somma.
