Il “Cinemoda Club”, rassegna cinematografica promossa da Vogue Italia e Kering, ha animato la città di Milano con tre giorni di proiezioni, dal 25 al 27 settembre, in concomitanza con la Settimana della Moda. L'iniziativa, curata da Gian Luca Farinelli, critico e direttore della Fondazione Cineteca di Bologna, ha offerto un programma variegato, spaziando tra capolavori storici, film cult, documentari e opere indipendenti, mettendo in luce l'intrinseco rapporto tra moda e settima arte. Tra i volti noti presenti, Meryl Streep e sua figlia Louisa Jacobson Gummer hanno assistito alle proiezioni, confermando l'attrattiva culturale dell'evento. L'attrice Valeria Golino, madrina della rassegna, ha sottolineato la natura innovativa e audace di questa celebrazione, evidenziando come abiti e pellicole si intreccino nel raccontare storie, culture e identità.
La rassegna cinematografica “Cinemoda Club” è frutto della collaborazione tra Vogue Italia e Kering, e si è svolta dal 25 al 27 settembre in diverse sale d'essai milanesi. La selezione dei film è stata affidata a Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, il quale ha sapientemente intrecciato produzioni storiche con opere più recenti, offrendo uno sguardo approfondito sull'evoluzione della moda nel cinema. Un momento clou dell'evento è stata la partecipazione di Meryl Streep e della figlia Louisa Jacobson Gummer, che hanno presenziato alla proiezione del documentario “The Eye has to Travel” presso il Cinema Mexico. La loro presenza ha riaffermato l'influenza reciproca e la forte connessione tra l'industria cinematografica e quella della moda, un legame che si manifesta attraverso i decenni e continua a ispirare artisti e pubblico.
Valeria Golino, madrina di questa edizione, ha descritto l'iniziativa come un esperimento audace e innovativo, sottolineando l'importanza di creare occasioni di incontro e scambio culturale. Durante la cena di gala che ha preceduto l'apertura della rassegna, alla quale hanno partecipato personalità come Anna Wintour e François-Henri Pinault, la Golino ha evidenziato come moda e cinema condividano un linguaggio comune, quello dell'immaginazione e della trasformazione. Questa prospettiva è stata ulteriormente approfondita da Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia, che ha ribadito l'impegno della rivista nel sostenere i giovani talenti e nel promuovere un dialogo costante tra creatività, società e cultura, anche attraverso l'esperienza immersiva offerta dalla sala cinematografica.
Il programma del “Cinemoda Club” è stato suddiviso in tre sezioni tematiche principali, ciascuna esplorante le molteplici sfaccettature del rapporto tra moda e cinema. La prima sezione ha messo in risalto icone e modelli che hanno lasciato un'impronta indelebile nell'immaginario collettivo, come Audrey Hepburn in “Cenerentola a Parigi”. La seconda si è concentrata sugli stilisti che hanno contribuito a plasmare il guardaroba cinematografico, da Elsa Schiaparelli a Coco Chanel, passando per Giorgio Armani. Infine, la terza sezione ha esplorato il mondo della moda attraverso documentari e ritratti di figure influenti come Yves Saint Laurent e Franca Sozzani, evidenziando come abiti e personaggi si siano evoluti parallelamente, riflettendo i cambiamenti sociali e culturali. La rassegna ha offerto al pubblico un'opportunità unica per scoprire e approfondire il dialogo continuo tra queste due forme d'arte, che da sempre si arricchiscono reciprocamente.
Il “Cinemoda Club” ha offerto un'occasione unica per celebrare il profondo e duraturo legame tra l'universo del cinema e quello della moda, esplorandone le intersezioni storiche e contemporanee. Attraverso una curata selezione di film, l'evento ha illustrato come gli abiti non siano semplici dettagli estetici, ma veri e propri strumenti narrativi che definiscono personaggi, atmosfere ed epoche. L'iniziativa ha permesso di riscoprire il valore della proiezione in sala, creando un'esperienza coinvolgente e stimolante per il pubblico, e ha sottolineato l'importanza di supportare la cultura cinematografica, specialmente nelle sale d'essai che rappresentano un patrimonio culturale cittadino.
