Per il nono anno consecutivo, la sinergia tra la Festa del Cinema di Roma e MediCinema Italia - un'associazione no-profit impegnata dal 2013 nell'impiego del cinema e della cultura come strumenti per elevare la qualità della vita dei pazienti - ha portato alla luce i primi esiti di due innovative iniziative di cineterapia. Questi studi, condotti dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dall'Università Cattolica, sono stati svelati durante un incontro speciale intitolato \"MediCinema, il cinema come cura complementare\", tenutosi presso lo spazio Lazio Film Commission. L'evento ha evidenziato come l'esposizione a opere cinematografiche e la successiva discussione possano contribuire a mitigare l'ansia e lo stress spesso associati alla degenza ospedaliera. La Sala MediCinema del Gemelli, attrezzata per accogliere i pazienti anche a letto, ha ospitato oltre 900 proiezioni in nove anni, dimostrando l'efficacia di questo approccio nel promuovere il benessere emotivo e psicologico.
I Progetti di Cineterapia: \"Super Eroi Insieme\" ed \"Emozioni al Femminile\"
L'incontro, moderato da Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani, ha preso avvio con i saluti istituzionali di Lorenza Lei, Amministratore Delegato della Fondazione Roma Lazio Film Commission, e Fulvia Salvi, Presidente di MediCinema Italia, che ha delineato il percorso storico dell'organizzazione. Marina Morra, MediCinema Manager Lazio, ha ulteriormente enfatizzato la capacità della visione filmica e della condivisione emotiva di ridurre l'angoscia legata al ricovero.
\"Super Eroi Insieme\": Il Cinema per i Giovani Pazienti
La Professoressa Daniela Chieffo, Direttore di Psicologia Clinica al Policlinico Gemelli, ha illustrato il progetto \"Super Eroi Insieme\" (SEI). Questa iniziativa, rivolta a 30 bambini tra gli 8 e i 12 anni affetti da patologie neurologiche complesse, si è sviluppata per sei mesi con incontri mensili. Le sessioni includevano la visione di film d'animazione incentrati su tematiche quali amicizia, cooperazione, empatia e resilienza, integrate da attività ludico-educative che vedevano la partecipazione di bambini ospedalizzati e coetanei della scuola Lambruschini di Roma. I partecipanti, organizzati in squadre ispirate a personaggi celebri come Spider-Man e Topolino, hanno preso parte a giochi e momenti di riflessione guidati dalle \"6 A magiche\" (Aiuto, Ascolto, Accoglienza, Accompagnare, Alleanza, Attenzione), ideate per rafforzare i valori veicolati dai film. Il successo di SEI è il frutto della collaborazione tra psicologi, medici, volontari di MediCinema, personale infermieristico e insegnanti. I risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo delle dimensioni socio-emotive e dell'autostima nei bambini ricoverati.
\"Emozioni al Femminile\": Un Supporto per la Salute Mentale delle Donne
Le Professoresse Marianna Mazza e Dottoressa Caterina Brisi, della UOC di Psichiatria Clinica d'Urgenza del Policlinico Gemelli IRCCS, hanno presentato il secondo studio, \"Emozioni al Femminile\". Questo protocollo clinico, frutto della collaborazione tra MediCinema Italia e la UOC di Psichiatria Clinica e d'Urgenza del Gemelli, mirava a valutare l'efficacia della cineterapia in donne con disturbi d'ansia e dell'umore. Lo studio ha coinvolto trenta donne, sposate o conviventi, con un'età media di 56 anni, tutte con diagnosi di depressione e ansia e in trattamento farmacologico. Quindici di loro hanno partecipato a otto incontri mensili, assistendo alla proiezione di film con il proprio partner. Ogni film esplorava un'emozione specifica, seguito da una discussione sui contenuti. I dati raccolti hanno mostrato una riduzione del 50% dei sintomi depressivi e del 64% di quelli ansiosi nel gruppo di donne che ha beneficiato della cineterapia, dimostrando l'impatto positivo del cinema sulla salute mentale femminile.
Questo report evidenzia il potenziale straordinario della cineterapia come risorsa complementare nel panorama sanitario. La capacità di un film di evocare emozioni, stimolare la riflessione e facilitare la condivisione può trasformare l'esperienza del ricovero, rendendola meno gravosa e più arricchente. Questi studi non solo offrono speranza a pazienti di diverse fasce d'età e con varie patologie, ma aprono anche nuove prospettive per l'integrazione delle arti nella cura e nel recupero, promuovendo un approccio olistico al benessere. La continuazione di tali iniziative è fondamentale per arricchire le pratiche terapeutiche e umanizzare ulteriormente gli ambienti ospedalieri.
