Finanza

Crollo dei prezzi del petrolio: previsioni EIA indicano un futuro ribassista

Le prospettive del mercato petrolifero internazionale rivelano un periodo di significative contrazioni dei prezzi, influenzato da dinamiche di domanda e offerta globali. Nonostante una precedente stabilità, le recenti decisioni e le analisi delle principali agenzie energetiche indicano un orizzonte di ribasso, con impatti notevoli sulle economie e sui consumi energetici a livello mondiale.

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Le nuove proiezioni sul costo del barile europeo

Dopo un periodo di relativa calma a luglio, il valore del greggio europeo è destinato a una rapida diminuzione entro la fine dell'anno. Questa tendenza è il risultato di una domanda persistente e di un incremento dell'offerta, accentuato dalla decisione dell'OPEC+ di incrementare la produzione a settembre, annullando di fatto il taglio massiccio attuato nel 2023.

Stime ribassiste per il Brent: le proiezioni dell'EIA

Le ultime proiezioni dell'Energy Information Administration (EIA), l'ente statistico del Dipartimento dell'Energia statunitense, indicano un sensibile calo del prezzo del Brent del Mare del Nord. Da un valore di 71 dollari al barile registrato a luglio, si prevede una media di 58 dollari nel quarto trimestre del 2025, con un ulteriore scivolone a circa 50 dollari all'inizio del 2026. Questa previsione è sostenuta da un previsto incremento delle scorte globali, stimato in oltre 2 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre e nel primo trimestre del 2026, un aumento di 0,8 milioni di barili al giorno rispetto alle precedenti stime di luglio. L'EIA spiega che il mercato potrebbe non essere in grado di assorbire l'eccesso di offerta, innescando un accumulo significativo.

La revisione delle previsioni da parte dell'AIE

A seguito delle mosse dei principali produttori, anche l'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) ha aggiornato le proprie stime. L'agenzia parigina ha rivisto al rialzo le previsioni sull'offerta, che dovrebbe aumentare di 2,5 milioni di barili al giorno nel 2025 (rispetto ai precedenti 2,1 milioni di barili al giorno), e al ribasso quelle sulla domanda, con una crescita di soli 680.000 barili al giorno (contro i 700.000 barili al giorno previsti in precedenza). Gli esperti dell'AIE sottolineano come la domanda sia rimasta debole nelle economie più importanti e, con una fiducia dei consumatori ancora bassa, una ripresa vigorosa appare improbabile. La domanda in Cina, India e Brasile è risultata inferiore alle aspettative, mentre il consumo nei Paesi OCSE è rimasto quasi stagnante, con il Giappone ai minimi storici. L'unico incremento, pari a 600 barili tra aprile e giugno 2025, è stato interamente attribuibile ai Paesi non-OCSE.

Previsioni per il 2026: verso un riequilibrio del mercato

Si prevede che all'inizio del 2026 il mercato petrolifero possa raggiungere un nuovo equilibrio. I prezzi ridotti del petrolio stimoleranno una diminuzione dell'offerta sia da parte dell'OPEC+ che di alcuni produttori esterni, contribuendo a rallentare l'accumulo delle scorte nel corso dell'anno. L'EIA stima che il prezzo del greggio Brent si assesterà intorno a una media di 51 dollari al barile nel 2026, un calo rispetto ai 58 dollari al barile previsti il mese precedente. Attualmente, i future sul WTI texano e sul Brent europeo mostrano un lieve calo, attestandosi rispettivamente a circa 62,7 e 65,7 dollari al barile, valori prossimi ai minimi degli ultimi due mesi. L'agenzia ha anche rivelato che una maggiore produttività dei pozzi statunitensi porterà la produzione del Paese a un picco storico di quasi 13,6 milioni di barili al giorno entro dicembre 2025, con una media annuale stimata di 13,4 milioni di barili al giorno nel 2025 e 13,3 milioni nel 2026.