Il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ha ribadito l'improrogabilità della questione relativa alla gestione dei rifiuti radioattivi e alla scelta del sito per il deposito nazionale. Intervenendo di fronte alle Commissioni VIII e X della Camera dei Deputati, il Ministro ha sottolineato la percezione di minaccia da parte delle comunità locali, evidenziando la necessità di un'informazione trasparente e autorevole per mitigare le preoccupazioni, spesso alimentate da un radicato “effetto Nimby” (Not In My Back Yard). Ha inoltre evidenziato come la futura legge delega sul nucleare offrirà l'opportunità di aggiornare il quadro normativo in materia, rendendo indispensabile l'elaborazione di una strategia condivisa con i territori.
La procedura per l'identificazione del deposito nazionale è in una fase cruciale. Pichetto ha specificato che, non essendo state presentate autocandidature, si attende il parere di scoping della Commissione Tecnica Via Vas sulla proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee. Una volta completata la Valutazione Ambientale Strategica, la Carta e l'ordine di idoneità saranno approvati con un decreto interministeriale, previo parere dell'ISIN. I passaggi successivi prevedono la raccolta di manifestazioni di interesse, indagini tecniche da parte di Sogin per quindici mesi, una proposta di localizzazione, una campagna informativa nella Regione selezionata e, infine, il rilascio dell'Autorizzazione Unica e la procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale. Il Ministro ha aggiunto che, in assenza di manifestazioni spontanee o di un accordo, verranno attivati Comitati interistituzionali misti Stato-Regioni e si cercherà un'intesa con la Conferenza Unificata. In caso di persistente disaccordo, si procederà con un decreto presidenziale, integrato dalla partecipazione del Presidente della Regione interessata. Le stime di Sogin indicano il 2029 come data per l'Autorizzazione Unica e il 2039 per l'avvio del deposito nazionale.
Infine, il Ministro ha affrontato il tema delle aree idonee e del decreto ministeriale per la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili, oggetto di recenti contestazioni da parte del Tar del Lazio. Pichetto ha annunciato una rapida revisione del decreto, che sarà sottoposta al più presto ai Ministeri e alle Regioni coinvolti. Ha concluso ribadendo l'urgenza di un'azione programmatica basata sulla collaborazione e la responsabilità di tutti gli attori, al fine di garantire uno sviluppo ordinato degli impianti rinnovabili, raggiungendo gli obiettivi del PNIEC e contribuendo alla progressiva diminuzione del costo dell'energia elettrica tramite il disaccoppiamento.
La gestione dei rifiuti radioattivi e la transizione energetica rappresentano sfide cruciali per il futuro del paese. L'approccio delineato dal Ministro, che pone l'accento sulla trasparenza, sul dialogo con le comunità locali e sulla collaborazione istituzionale, è fondamentale per costruire un percorso sostenibile e accettabile per tutti. È un esempio di come la volontà politica, unita a un piano chiaro e condiviso, possa trasformare le difficoltà in opportunità, garantendo al contempo la sicurezza e il benessere dei cittadini e la tutela dell'ambiente per le generazioni future.
