Forza Italia ha manifestato una ferma opposizione alla revisione normativa concernente l'imposizione fiscale sui dividendi, così come presentata nell'articolo 18 del progetto di Legge di Bilancio per il 2026. La proposta prevede che solo le partecipazioni superiori al 10% possano beneficiare dell'esenzione dall'imponibile sui dividendi percepiti. Questa modifica, secondo il partito, porterebbe a un'eccessiva pressione fiscale e a una doppia tassazione sui profitti, effetti che avrebbero un impatto detrimentale sugli investimenti e sulla capacità competitiva del sistema imprenditoriale nazionale.
Inoltre, Forza Italia sostiene che il regime di esenzione dei dividendi, introdotto con la riforma Ires del 2003, è stato concepito per assicurare la neutralità fiscale lungo le diverse fasi partecipative e non deve essere interpretato come un mero strumento per generare entrate. Tale misura rappresenta, a loro avviso, un serio regresso rispetto ai principi di coerenza e stabilità del quadro tributario italiano, che sono stati pilastri per oltre vent'anni. Il deputato e responsabile del Dipartimento Economia di Forza Italia, Maurizio Casasco, ha ribadito la richiesta del partito di annullare questa disposizione controversa.
L'eliminazione di questa clausola è vista come essenziale per preservare un ambiente economico favorevole agli affari. Forza Italia enfatizza l'importanza di un sistema fiscale che incentivi, anziché penalizzi, gli investimenti e la crescita delle imprese, elementi fondamentali per la prosperità economica del Paese. La stabilità e la chiarezza delle norme fiscali sono considerate cruciali per la fiducia degli investitori e per mantenere l'Italia attraente nel panorama economico internazionale.
