L'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) ha ribadito nel suo ultimo rapporto, \"Delivering Sustainable Fuels\", che un quadruplicamento della produzione e dell'utilizzo globale di carburanti sostenibili entro il 2035 è un obiettivo ambizioso ma raggiungibile. Questo impegno, rilanciato in vista della Cop30 in Brasile, è stato accolto dal governo brasiliano, che sta cercando di ottenere il sostegno di un numero crescente di nazioni. Tra i paesi che hanno già aderito vi sono Italia, Giappone e India, mentre altri stati europei hanno espresso interesse. La IEA identifica biocarburanti, biogas, idrogeno a basse emissioni e carburanti a base di idrogeno come pilastri essenziali per la transizione energetica, affiancando l'elettrificazione e l'efficienza.
Per raggiungere il traguardo del 2035, la produzione di biocarburanti, biogas e idrogeno dovrà passare dai 6,84 exajoule del 2024 a 27,5 exajoule, includendo anche l'ammoniaca come nuova fonte energetica. I biocarburanti liquidi, come bioetanolo, biodiesel e HVO, continueranno a dominare la domanda, mentre l'idrogeno e i combustibili sintetici registreranno una rapida crescita dopo il 2030, contribuendo in modo significativo all'aumento dei consumi. La domanda di questi combustibili sarà trainata dal settore dei trasporti, ma si espanderà anche nell'industria e nella produzione di energia elettrica, grazie all'impiego dell'idrogeno nei settori chimico, della raffinazione e dell'acciaio. Le stime indicano che entro il 2035, i carburanti sostenibili potrebbero coprire il 10% della domanda stradale mondiale, il 15% di quella aerea e il 35% dei carburanti marittimi. Questa crescita potenziale potrebbe attrarre 1.500 miliardi di dollari di investimenti entro il 2035 e creare quasi 2 milioni di nuovi posti di lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo, dove la creazione di filiere bioenergetiche può stimolare l'occupazione, l'innovazione e la sicurezza energetica.
La IEA ritiene che questa espansione non inciderà significativamente sui prezzi al consumo, con un aumento minimo sui beni di uso quotidiano. Solo il settore aereo potrebbe registrare un aumento più evidente, con un rincaro del 5-7% sui biglietti in caso di utilizzo del 15% di carburanti sostenibili (SAF). Questo scenario dimostra che una transizione energetica equa è possibile anche nei settori più difficili da decarbonizzare, a patto che sia supportata da politiche flessibili e tecnologicamente neutre. I governi dovranno promuovere un'ampia gamma di soluzioni, dai biocarburanti avanzati ai carburanti sintetici, adattandole alle risorse locali e alla disponibilità delle materie prime. Un approccio aperto permetterà di diversificare i mix energetici, rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento e accelerare l'adozione di nuove tecnologie. Il potenziale di crescita è notevole: la domanda di carburanti sostenibili è raddoppiata tra il 2010 e il 2024 e, con le giuste politiche e la rimozione degli ostacoli di mercato, l'utilizzo globale potrebbe quasi raddoppiare in soli sei anni, attirando nuovi investimenti e ampliando la capacità produttiva. La IEA conclude che la crescita più rapida si verificherà nei paesi emergenti, dove i progetti bioenergetici possono favorire lo sviluppo rurale, l'industrializzazione e l'inclusione sociale, rafforzando contemporaneamente la sicurezza energetica globale.
L'impegno verso i carburanti sostenibili offre una visione promettente per un futuro energetico più pulito e prospero. Investire in queste tecnologie non solo mitiga il cambiamento climatico, ma crea anche opportunità economiche e sociali, promuovendo l'innovazione e la cooperazione internazionale. È un percorso che richiede determinazione e collaborazione, ma che può condurre a un mondo più giusto e sostenibile per tutti.
