L'annuncio di Moody's riguardante l'abbassamento del rating degli Stati Uniti ha sollevato un’ondata di preoccupazioni a livello internazionale. Questa decisione, che segue passi simili da parte di altre agenzie di rating negli anni precedenti, indica una percezione crescente di instabilità economica negli Stati Uniti. L’effetto immediato potrebbe essere visto nei mercati finanziari, con vendite significative di azioni su Wall Street e aumenti dei tassi sui bond del Tesoro americano. A medio termine, si teme che questo evento possa portare a un riequilibrio globale nei rapporti di forza tra le borse mondiali, riducendo il predominio delle azioni e obbligazioni statunitensi nei portafogli globali.
La storia di questa decisione risale ad anni di politiche economiche discutibili a Washington, caratterizzate da tagli fiscali e dall'aumento continuo del deficit e del debito nazionale. Il secondo mandato di Donald Trump ha ulteriormente complicato la situazione con l'introduzione di dazi che hanno causato perdite massicce sul debito americano. Steven Cheung, direttore della comunicazione della Casa Bianca, ha criticato duramente Mark Zandi, economista di Moody’s Analytics, accusandolo di parzialità politica. Tuttavia, Zandi non è stato coinvolto nella stesura del rapporto sull’economia USA, essendo associato a una divisione separata dell’agenzia.
Gli analisti previsionano che i problemi economici continueranno ad aggravarsi, con proiezioni che indicano un aumento del deficit federale dal 6,4% del PIL nel 2024 al 9% entro il 2035. Ciò porterà inevitabilmente a un aumento sostanziale degli interessi sul debito americano. Nel frattempo, il mercato azionario USA ha mostrato segni di ripresa dopo aver toccato i minimi dell’8 aprile, ma le basi di tale recupero sembrano fragili, data l'incertezza legata alla recessione economica e all'inflazione.
Secondo Davide Serra, responsabile del fondo Algebris, la scelta di Moody’s potrebbe avere conseguenze enormi sui mercati finanziari globali. «Tutti i titoli finanziari si basano sui prezzi del T-bond e del dollaro, che godono di privilegi esorbitanti come valuta di riserva», afferma Serra. Ciò suggerisce che potrebbero emergere opportunità per azioni e bond denominati in valute alternative al dollaro. Nonostante l'outlook “stabile” mantenuto da Moody’s sul rating USA, la posizione dominante del dollaro come valuta di riserva rimane incerta a lungo termine.
Gli economisti concordano sul fatto che questa decisione rappresenta un chiaro richiamo ai leader politici statunitensi affinché si concentrino su riforme cruciali per preservare il prestigio del debito USA come asset privo di rischi. Inoltre, l'impatto di questa mossa potrebbe estendersi oltre i confini statunitensi, influenzando anche i rating di altri Paesi, come l'Italia, attualmente classificata Baa3 con prospettive stabili.
