Moda e bellezza

Il Mitico Guardaroba di Coco Chanel: Un'Asta Storica

Nel 1978, una figura misteriosa che si presentò come Madame Grumbach contattò la prestigiosa casa d’aste Christie’s di Parigi per discutere della vendita di una collezione unica. Si trattava di quaranta tailleur e quarantaquattro pezzi di gioielli che appartenevano alla leggendaria stilista francese Gabrielle “Coco” Chanel. Sette anni dopo la scomparsa della modista, avvenuta nel 1971 all'età di 87 anni, il mondo stava per scoprire una parte intima del suo patrimonio personale. L’asta, organizzata a Londra con grande clamore mediatico, rappresentò non solo una celebrazione del gusto inimitabile di Chanel, ma anche un tributo al suo impatto duraturo sulla moda mondiale.

La storia di questa asta inizia quando Lilian Grumbach, erede designata da Chanel stessa, decise di mettere all’asta i capi personali della stilista. Questa decisione fu presa sette anni dopo la morte di Mademoiselle Chanel, avvenuta improvvisamente durante il soggiorno nella sua suite all’Hotel Ritz di Parigi. Nonostante l’età avanzata, Chanel continuava a lavorare instancabilmente fino ai suoi ultimi giorni, mostrando un atteggiamento sempre più esigente nei confronti delle tendenze della moda moderna. Il femminismo e le minigonne degli anni '60 non avevano trovato favore nei suoi occhi, sebbene lei stessa fosse stata una pioniera nello sciogliere le donne dai vincoli dei corsetti tradizionali.

Christie’s affidò l’organizzazione dell’evento a Susan Mayor, una specialista con esperienza nella vendita di abiti storici. La selezione delle modelle fu particolarmente difficile, poiché Grumbach respingeva sistematicamente le candidature proposte. Alla fine, l’asta venne tenuta a Londra, attirando migliaia di ospiti tra cui celebrità e milionari. L’evento ebbe luogo in un clima festoso, con champagne e tartine al salmone, mentre gli invitati si accalcavano per ottenere un posto privilegiato.

Il giorno dell’asta, la sala era stracolma di gente e decorata con bouquet di fiori bianchi, creando un ambiente simile a una sfilata di moda. Gli abiti furono indossati dalle modelle, che posarono tra dipinti di grandi maestri e arazzi antichi. L’asta iniziò con la bigiotteria, ma un momento emozionale si verificò quando Madame Grumbach ritirò dal lotto alcuni pezzi emblematici, come una spilla ispirata all’arte bizantina e una collana di perle multipli. Uno degli acquirenti più eccentrici fu un uomo vestito di velluto e dolcevita dorato, che lasciò l’asta bruscamente per partecipare a una festa di Liza Minnelli.

Gli abiti furono acquistati da istituzioni prestigiose come il National Museum di Oslo e il Victoria and Albert Museum di Londra. Tra i capi più significativi, un tailleur beige del 1961 venne aggiudicato al museo norvegese per quasi 5.000 dollari, mentre altri finirono in importanti collezioni storiche. La maison Chanel, curiosamente, non partecipò all’asta, preferendo concentrarsi sul presente piuttosto che sul passato.

L’asta fruttò un totale di 117mila dollari, cifra modesta considerando il valore culturale e storico dei capi venduti. Tuttavia, il successo dell’evento dimostrò come il mito di Coco Chanel fosse ancora vivo e vegeto. Madame Grumbach, soddisfatta del risultato, esortò i compratori a donare i capi ai musei, permettendo così a un pubblico più ampio di ammirare il genio creativo di una delle figure più influenti della moda mondiale.