Un recente studio condotto da EFPA Europe, intitolato "La salute finanziaria dei cittadini dell'UE – Uno studio quantitativo", ha messo in luce le tendenze dominanti nella gestione finanziaria personale in Europa. L'indagine, che ha coinvolto oltre 14.000 cittadini in 12 nazioni europee, rivela che la maggior parte degli investitori si affida ancora a modelli di consulenza basati sulle provvigioni, offerti principalmente da banche, assicurazioni e reti di consulenti. Questa preferenza si accompagna a una notevole prudenza nelle strategie di risparmio e investimento, con una larga fetta della popolazione che mantiene la liquidità in contanti o su conti correnti. Nonostante questa radicata abitudine, si osserva un crescente interesse verso consulenti finanziari indipendenti e piattaforme digitali, suggerendo un potenziale cambiamento nel panorama della consulenza finanziaria. Le differenze culturali e normative tra i paesi influenzano fortemente queste scelte, evidenziando la necessità di soluzioni personalizzate e di una maggiore alfabetizzazione finanziaria per promuovere una pianificazione più efficace e consapevole.
Nel contesto europeo, la gestione finanziaria dei cittadini è ancora prevalentemente ancorata a un modello tradizionale, dominato dalla consulenza a provvigione. I dati dell'indagine EFPA Europe, presentati in occasione del 25° anniversario dell'associazione, evidenziano che circa il 58% dei risparmiatori europei si affida a questo tipo di consulenza. In paesi come l'Italia e la Francia, questa percentuale è ancora più elevata, raggiungendo rispettivamente il 68% e il 69%. Questo modello, sebbene consolidato, si contrappone alla crescita di soluzioni più trasparenti, come la consulenza a parcella fissa (fee-only), che attira il 17% degli europei, e l'adozione di piattaforme digitali, scelte dal 18% dei cittadini. Queste ultime indicano una tendenza verso l'innovazione e una maggiore autonomia nella gestione degli investimenti.
La prudenza è un tratto distintivo del comportamento finanziario degli europei. Più della metà dei risparmiatori, il 51%, preferisce conservare i propri fondi in contanti o su conti correnti, limitando l'esposizione al rischio. Solo il 36% della popolazione risparmia con regolarità, mentre il 78% riesce a mettere da parte denaro occasionalmente. Questa tendenza, pur garantendo sicurezza, spesso limita la redditività dei patrimoni e rallenta la pianificazione finanziaria a lungo termine. Per quanto riguarda gli investimenti, gli europei prediligono strumenti considerati relativamente sicuri, come fondi comuni, azioni ed ETF, scelti dal 22% degli intervistati. Gli asset digitali, come le criptovalute, stanno guadagnando terreno, interessando il 10% dei cittadini, mentre gli investimenti immobiliari sono meno diffusi, coinvolgendo solo il 6%.
Le abitudini di risparmio e investimento mostrano variazioni significative tra i paesi europei. La Repubblica Ceca si distingue per l'elevata adozione di consulenti indipendenti, con il 34% dei cittadini che opta per questa soluzione, un dato nettamente superiore alla Germania, dove tale percentuale si ferma al 3%. Tuttavia, la Germania eccelle nell'utilizzo delle piattaforme online per la gestione finanziaria, con il 31% della popolazione che le impiega, superando di gran lunga Francia (8%) e Italia (10%). Queste disparità sottolineano l'influenza di fattori culturali, tecnologici e regolamentari sulle decisioni finanziarie individuali. Emanuele Carluccio, presidente di EFPA Europe, ha evidenziato come la salute finanziaria sia strettamente legata a educazione, pianificazione e accesso a una consulenza di qualità, ribadendo l'impegno dell'associazione nella promozione di una cultura finanziaria più robusta e accessibile in tutta Europa per migliorare il benessere economico dei cittadini.
