L'Italia sta riconsiderando seriamente l'energia nucleare, vista come un pilastro fondamentale per raggiungere la sicurezza energetica e gli obiettivi di decarbonizzazione. Una ricerca condotta da Confindustria ed Enea, intitolata “Lo sviluppo dell’energia nucleare nel mix energetico nazionale”, pone in luce come le più recenti innovazioni tecnologiche, quali i Reattori Modulari Piccoli (SMR) e i Reattori Modulari Avanzati (AMR), possano fornire energia elettrica affidabile, costante e a costi contenuti. Questa prospettiva non solo promette vantaggi ambientali significativi ma anche un notevole impulso all'economia nazionale. Il settore delle fonderie italiane, rappresentato da Assofond, ha espresso un forte sostegno a questa rinascita nucleare. Fabio Zanardi, presidente di Assofond, ha sottolineato l'importanza di un'energia a prezzi accessibili, stabili e prevedibili per la sopravvivenza dei settori industriali ad alta intensità energetica, qualificando il nucleare come una tecnologia abilitante per la decarbonizzazione e un presidio per la competitività dell'industria italiana.
Il rapporto suggerisce un approccio olistico per rilanciare il settore nucleare, che comprende un quadro normativo semplificato, l'istituzione di un'entità di coordinamento nazionale, investimenti nella ricerca e nello sviluppo professionale, e una visione di lungo termine. Il recente disegno di legge, che delega al governo la regolamentazione della produzione di energia nucleare sostenibile, è un passo in questa direzione. Si stima che, qualora il primo impianto dovesse entrare in funzione entro il 2035, l'Italia potrebbe implementare una serie di reattori capaci di stabilizzare il sistema elettrico, diminuire la dipendenza energetica estera e ridurre i costi per i consumatori e le aziende. Inoltre, il nucleare offre notevoli opportunità per l'intera filiera industriale, dalla produzione di componenti avanzati all'export. Aziende come Safas, con la sua esperienza pluridecennale nella produzione di getti in acciaio per applicazioni nucleari, dimostrano l'eccellenza italiana nel settore, evidenziando il potenziale per nuove opportunità di business e creazione di posti di lavoro qualora il programma nucleare italiano riprendesse vigore. La stima è di circa 117.000 nuovi posti di lavoro, di cui 39.000 direttamente correlati alla filiera.
Il modello proposto promuove la neutralità tecnologica, favorendo l'adozione delle soluzioni più efficaci per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza e competitività, senza privilegiare una fonte energetica rispetto all'altra. L'energia nucleare non è vista come un'alternativa alle fonti rinnovabili, ma come un complemento essenziale che ne potenzia l'efficacia. Per le aziende con elevato consumo energetico, il nucleare potrebbe rappresentare l'unica via per mantenere la sostenibilità in un mercato caratterizzato da prezzi energetici fluttuanti. Questo approccio lungimirante non solo rinforza il tessuto industriale italiano ma contribuisce anche a un futuro energetico più stabile, pulito e prospero per il paese, dimostrando che l'innovazione e la collaborazione sono chiavi per affrontare le sfide globali.
