Il dibattito sull'assenza di Jude Bellingham dalla nazionale inglese ha acceso gli animi, ma le recenti qualificazioni ai Mondiali hanno evidenziato una squadra capace di prestazioni notevoli anche senza il suo fuoriclasse. La questione non è se Bellingham sia un giocatore di talento, ma se sia funzionale al progetto tecnico di Thomas Tuchel. L'Inghilterra ha mostrato una notevole coesione e una forte capacità realizzativa nelle ultime partite, segnando 15 gol senza subirne, il che suggerisce un'ottima preparazione e una rosa profonda.
In questo contesto, sono emersi nuovi volti e certezze tattiche. Elliot Anderson si è dimostrato un centrocampista affidabile, Djed Spence una valida alternativa sulle fasce e Marcus Rashford è tornato competitivo per il ruolo di esterno sinistro. Anche se molti ex calciatori e opinionisti chiedono a gran voce il ritorno di Bellingham, la squadra ha dimostrato di poter fare a meno di diversi giocatori di spicco, inclusi Foden, Grealish, Palmer e persino il capitano Harry Kane in alcune occasioni. Ciò dimostra la vastità del talento a disposizione di Tuchel e la capacità della squadra di adattarsi e trovare soluzioni alternative.
Dal punto di vista tattico, l'inserimento di Bellingham solleva delle perplessità. Nel modulo 4-2-3-1 preferito da Tuchel, il ruolo di mediano è saldamente occupato da Declan Rice, mentre a destra Bukayo Saka è un punto fermo. Le posizioni di esterno sinistro e trequartista dietro a Kane sono contese da giocatori come Anthony Gordon, Marcus Rashford, Morgan Rogers ed Eberechi Eze, i quali sembrano offrire caratteristiche più adatte al sistema di gioco attuale. Bellingham, con la sua tendenza a giocare più avanzato e spostarsi a sinistra, potrebbe intralciare il movimento di Kane o le dinamiche di gioco già consolidate. Non essendo un mediano puro e con alternative valide sia a centrocampo che sulla trequarti, la sua assenza non sembra indebolire la squadra, ma piuttosto rafforzare la tesi che Tuchel stia costruendo una nazionale competitiva basandosi sulla forma e l'adattabilità dei giocatori, piuttosto che sul loro status.
In conclusione, mentre l'Inghilterra si avvicina ai Mondiali, la scelta del tecnico Thomas Tuchel di non convocare Jude Bellingham non appare come una decisione avventata, ma piuttosto come una chiara indicazione della direzione tattica e della profondità della rosa. Questo dimostra che il successo di una squadra non dipende sempre dal singolo talento più brillante, ma dalla capacità di costruire un collettivo solido e armonioso. L'Inghilterra sta mostrando una crescita promettente, basata su un approccio pragmatico e sull'efficacia di un gruppo coeso. Questa strategia non solo valorizza l'intera squadra, ma promuove anche una cultura meritocratica, dove la forma fisica e l'adattamento tattico prevalgono sulle gerarchie preesistenti, portando la squadra verso un futuro di successi e coesione, indipendentemente dalla presenza di singoli campioni.
