L'82ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia si è chiusa con un momento memorabile. Il prestigioso Leone d'Oro è stato conferito a Jim Jarmusch per la sua opera cinematografica \"Father Mother Sister Brother\". La cerimonia di premiazione, presieduta da Alexander Payne, ha visto il regista statunitense salire sul palco, offrendo un discorso di accettazione che ha catturato l'attenzione di tutti per la sua autenticità e il suo tocco personale, unendo umorismo, gratitudine e un tributo inatteso a un'icona del cinema italiano.
Il trionfo di Jim Jarmusch alla Biennale di Venezia e l'omaggio a Terence Hill
Il 7 settembre 2025, nella cornice sontuosa del Palazzo del Cinema di Venezia, in occasione della chiusura dell'82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, il regista statunitense Jim Jarmusch, all'età di 72 anni, è stato insignito del Leone d'Oro per il miglior film con la sua ultima creazione, \"Father Mother Sister Brother\". Il momento clou della serata è stato il suo discorso di ringraziamento. Con la sua immagine inconfondibile, occhiali scuri e capelli candidi e ribelli, Jarmusch ha rotto il protocollo iniziando con un'espressione colloquiale che ha strappato sorrisi e applausi: \"Oh merda\".
Nel proseguire, Jarmusch ha espresso profonda gratitudine per il riconoscimento, sottolineando come la competizione non sia il motore primario dell'arte cinematografica, ma come un premio così significativo rappresenti un onore inatteso. Ha elogiato il Festival di Venezia come una straordinaria celebrazione della diversità linguistica del cinema e ha condiviso un aneddoto personale: appena arrivato a Venezia, aveva scritto a un amico descrivendo la città come \"bellissima e misteriosa, la patria di Casanova, di Vivaldi e di Terence Hill\", rivelando così un'insospettabile ammirazione per l'attore italiano. Ha dedicato il premio a tutto il team che ha reso possibile la realizzazione del suo film, dagli attori ai tecnici, e ha riflettuto sull'importanza dell'empatia nell'arte, citando un commento di Benny Safdie sull'idea che l'arte, anche se non direttamente politica, possa generare connessione umana e affrontare le sfide della società. Jarmusch ha concluso il suo discorso richiamando il maestro Akira Kurosawa, esprimendo un'umile consapevolezza di essere ancora in continuo apprendimento nell'arte del fare cinema, lasciando un'impressione indelebile di modestia e genialità.
L'episodio del Leone d'Oro a Jim Jarmusch e il suo inatteso riferimento a Terence Hill dimostrano come l'arte, in tutte le sue forme, sia capace di creare connessioni sorprendenti e di superare le barriere geografiche e culturali. La spontaneità e l'umiltà di Jarmusch ci ricordano che il successo più grande non risiede solo nel riconoscimento formale, ma anche nella capacità di rimanere fedeli a sé stessi e di ispirare attraverso la propria autenticità. Questo evento rafforza l'idea che il cinema, al di là delle sue sfaccettature tecniche e commerciali, è un potente veicolo di espressione umana e di condivisione di emozioni, in grado di toccare corde inaspettate e di unire le persone attraverso un linguaggio universale e senza tempo.
