Ginori 1735: Dove l'Artigianato Diventa Leggenda
L'Eccellenza della Porcellana: Un Tesoro di Lusso e Tranquillità
La porcellana, con la sua inconfondibile purezza e la sua notevole resistenza, infonde un senso di valore e serenità in ogni ambiente. La sua presenza è capace di illuminare e arricchire con dettagli raffinati qualsiasi spazio. Immaginate di trovarvi in un luogo dove migliaia di questi preziosi oggetti vengono creati quotidianamente, dove i modelli storici sono gelosamente custoditi e le pareti sono adornate da un'infinità di piatti, tazze, teiere, vasi e calchi. Un ambiente dove anche una zona espositiva si trasforma in un trionfo di luce, maestria e opulenza. Questo è il mondo delle Manifatture Ginori 1735 a Sesto Fiorentino, un complesso industriale che incarna tre secoli di storia produttiva, pur parlando un linguaggio di sofisticata modernità.
Un Ponte tra Storia e Futuro: L'Impronta Indelebile di Ginori 1735
Entrare in questo luogo non è un'esperienza comune. Ancora oggi, una torre imponente con la scritta "Richard Ginori" vigila sull'ingresso, un tempo serbatoio essenziale per l'acqua nel processo di lavorazione, oggi custode di un passato che si rinnova e di una tradizione che guida ogni gesto. Ristrutturate dopo l'acquisizione da parte di Gucci (e poi del gruppo Kering) nel 2013, le architetture degli anni Cinquanta accolgono i visitatori in un connubio di arte e produttività, lusso e artigianato. Qui, la precisione manuale si fonde con l'astrazione estetica, e la Storia si rivela nel laboratorio di modellatura, dove sono conservati gli stampi, dal più antico al più recente. Tutto è custodito nel "Voltone", un nome che richiama la sua copertura a volta e il concetto di un caveau prezioso.
Le Origini e l'Evoluzione di un Marchio Leggendario
La storia ha inizio nel 1735, quando il Marchese Carlo Ginori fondò un laboratorio di porcellane nella sua tenuta a Doccia, ora parte di Sesto Fiorentino. Richiamando i più abili maestri da Austria e Germania, il suo obiettivo era competere con le affermate manifatture francesi. Il monopolio garantito dagli Asburgo in Toscana favorì la fioritura dell'attività, sostenuta da innovazioni tecniche, come l'introduzione dei forni "italiani" per la cottura simultanea di diverse tipologie di ceramiche, e da un notevole sviluppo delle decorazioni pittoriche. Nel 1896, la fusione con l'azienda milanese di Augusto Richard diede vita alla Richard Ginori. La manifattura si affermò ulteriormente grazie all'arrivo dell'architetto Gio Ponti come direttore artistico, la cui influenza stilistica è ancora visibile in collezioni di successo come Labirinto e Catena.
La Nascita di un Capolavoro: Il Processo Artigianale della Porcellana
Passeggiando tra queste mura, si percepisce un intreccio di nomi, memorie e influenze. Creare un manufatto qui significa ripercorrere ciclicamente gli stessi passaggi, replicare gesti antichi per un risultato sempre nuovo e inaspettato. Partendo dai disegni e dagli stampi d'archivio, gli scultori esperti realizzano modelli in gesso, da cui si ricavano gli stampi per la produzione. Segue la colata, dove una miscela liquida di caolino, feldspato e quarzo viene versata in stampi di varie forme, alcuni lavorati a mano, altri con l'ausilio di bracci meccanici. In questa fase si incontrano molti dei volti e delle mani che contribuiscono alla produzione: alcuni qui da decenni, altri giovani talenti appena usciti dalle accademie d'arte, che iniziano un lungo apprendistato. Con abilità straordinaria, vengono aggiunti manici, pomelli, beccucci e minuscoli dettagli floreali ai pezzi appena estratti dagli stampi.
Il Rituale della Cottura e la Verità della Porcellana
Il percorso di ogni pezzo è ancora lungo. Ogni manufatto viene sottoposto a una prima cottura, detta "in bisquit", a mille gradi, per indurire l'argilla. Successivamente, passa alla fase dell'invetriatura: mani esperte, una immersa in una miscela di acqua e quarzo e l'altra asciutta per manipolare il prodotto, applicano un rivestimento smaltato che conferisce lucentezza e resistenza. Dopo un'ulteriore cottura a 1400 gradi, la porcellana si vetrifica. Fino a questo punto, piccole imperfezioni vengono costantemente corrette. Tuttavia, le cotture sono anche rivelatrici: un difetto persistente o una pressione errata lasciano segni indelebili sul prodotto finale. Questa è la lezione più profonda che si apprende qui: la porcellana, come le persone più sagge, non dimentica, portando su di sé le tracce della propria storia.
Dall'Eleganza Classica all'Innovazione Contemporanea: Il Futuro di Ginori 1735
Il viaggio di un piatto, di una teiera o di una coppa potrebbe non terminare qui. I pezzi destinati alle linee classiche, come Antico Doccia o Vecchio Ginori, caratterizzati da porcellane candide e tradizionali, sono sottoposti a rigorosi controlli di qualità prima di essere immessi sul mercato. Esistono poi le collezioni colorate e decorate: alcuni pezzi sono dipinti con la delicata tecnica dell'aerografia, mentre altri ricevono raffinate decorazioni tramite decalcomania. Gli artisti della Pittoria, con meticolosa precisione, dipingono a mano i dettagli sui pezzi più pregiati, o applicano la distintiva filettatura che rende questi artefatti unici. Durante la visita, ci è stata data l'opportunità di dipingere un piatto, un'esperienza quasi sacrilega, ma che riconnette con un'antica manualità e una concentrazione infantile, spesso perdute nell'età adulta.
Un Mondo di Emozioni e Memorie: Il Valore Sentimentale della Porcellana
Questa immersione totale nel mondo della porcellana evoca un caleidoscopio di emozioni. Il "servizio buono", le teiere aristocratiche, le tazzine della nonna trasformate in oggetti di culto, il sogno del corredo: tutti questi elementi sono intrisi di romanticismo, oscillando tra l'irraggiungibilità onirica e il desiderio di affrancarsi dal passato. Ginori 1735, tuttavia, dimostra che questa storicità può persistere e rinnovarsi. Dopo Gio Ponti, numerosi nomi illustri, come Franco Albini, Franca Helg, Achille Castiglioni e Aldo Rossi, hanno arricchito il catalogo dell'azienda con nuove collezioni e ispirazioni. Oggi, nuove generazioni di creativi, tra cui Alessandro Michele, Luke Edward Hall (con la magnetica collezione "Il viaggio di Nettuno") e Luca Nichetto, continuano ad attualizzare l'eredità tradizionale.
La Visione Globale di Ginori 1735: Un Nuovo Rinascimento del Vivere
Proiettandosi nel futuro, l'azienda abbraccia il concetto di un Rinascimento moderno, proponendo un'interpretazione innovativa della tavola, dell'arredo e dello stile di vita. Una preziosità che è sì ricercata, ma anche estremamente affascinante, stratificata e versatile. Lontano dalle rigide etichette del passato, è possibile abbinare una serie di piatti bianchi a tovaglie vivaci e bouquet sperimentali; allo stesso tempo, i pezzi più colorati e decorati si sposano armoniosamente con tavole essenziali o persino rustiche. Ginori oggi è anche sinonimo di posate, bicchieri finemente lavorati, fragranze e candele. Una concezione olistica della casa e del "ben vivere", che non dimentica mai il processo, l'origine e la lavorazione sottostante.
L'Arte di Domare la Fragilità: La Forza Nascosta della Porcellana
L'aspetto più affascinante della visita alla Manifattura è la ricerca oltre la perfezione superficiale. Si entra con la consapevolezza di poter rompere qualcosa o di trovare oggetti già rotti. In effetti, si scoprono scarti, frammenti e residui. Lavorare un materiale resistente ma fragile come la porcellana implica inevitabilmente l'errore, che è anche un sottoprodotto della ricerca della perfezione. Come si legge nella ricca storia di Ginori 1735, qui si pratica "l'arte di dominare la fragilità". Non c'è nulla di più vulnerabile, sottile e delicato di qualcosa che cerca la sua resistenza e durezza nel fuoco più ardente. Il prodotto finale, una porcellana bianca, lucida e speciale, porterà sempre con sé la luce intensa di quel fuoco, ma anche le innumerevoli mani che l'hanno curata, i gesti che l'hanno accarezzata e le trasformazioni che l'hanno plasmata. La porcellana non dimentica e, come noi, porta con sé la splendida armatura di tutte le volte in cui ha rischiato di cadere, ma ha resistito.
