L'intelligenza artificiale sta profondamente trasformando il panorama degli integratori, spostando il focus dalla produzione di massa a soluzioni specificatamente modulate sulle esigenze uniche di ogni individuo. Questa innovazione consente di elaborare una vasta gamma di informazioni, dai dati biometrici e genetici ai comportamenti quotidiani, per anticipare i bisogni futuri e offrire un'esperienza di benessere su misura. L'AI non si limita alla personalizzazione per il consumatore finale, ma supporta le aziende lungo l'intera catena del valore: dalla scoperta di nuove molecole, attraverso la produzione ottimizzata, fino alla gestione della distribuzione e l'interazione diretta con i clienti. Analizzando enormi volumi di dati molecolari e di mercato, l'AI è in grado di prevedere con precisione la bioattività e l'eventuale tossicità delle sostanze, accelerando i tempi di sviluppo e riducendo i costi. Inoltre, il suo impatto si estende alla sostenibilità, ottimizzando ogni fase, dall'approvvigionamento delle materie prime al consumo finale, come evidenziato nell'assemblea annuale di Integratori & Salute, l'associazione che riunisce le principali aziende italiane del settore.
Uno studio condotto da PwC Italia, presentato durante l'incontro, ha delineato come il mercato globale dell'AI possa raggiungere i 2 trilioni di dollari entro il 2030, affermandosi come motore primario di innovazione e competitività. In Italia, nel 2024, il valore del mercato AI ha già toccato 1,3 miliardi di dollari, segnando una crescita del 58% rispetto all'anno precedente. Un dato significativo è che il 59% delle grandi imprese italiane ha già avviato progetti basati sull'AI, avvicinandosi alla media europea del 69%. PwC stima che entro il 2030 l'AI genererà un impatto di 868 miliardi di dollari nel settore sanitario globale, con la maggior parte attribuibile a risparmi sui costi e il resto a un aumento dei ricavi. Già oggi, il 31% dei cittadini italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa, con un 11% che li impiega specificamente in ambito sanitario. L'adozione dell'AI nella sanità, attualmente tra il 10% e il 30%, è prevista superare il 30% entro il 2030, trasformando radicalmente processi, servizi e modelli di cura. Annarita Bellarosa di PwC Italia sottolinea come l'AI rivoluzionerà la sanità futura, apportando benefici economici, efficienza operativa e miglioramenti nella prevenzione, diagnosi e cura, nonché nella gestione amministrativa e nell'assistenza al paziente.
Questa ondata di trasformazione investe anche il canale delle farmacie, dove l'AI automatizza compiti ripetitivi, minimizzando gli errori e ottimizzando la gestione delle scorte e la previsione della domanda stagionale. Chatbot e assistenti virtuali rafforzano il rapporto tra utente e paziente, mentre sistemi predittivi aiutano a individuare i soggetti a rischio di non aderenza terapeutica, inviando promemoria e monitorando parametri vitali tramite dispositivi connessi. Nonostante questo enorme potenziale, è cruciale ribadire il ruolo insostituibile dei professionisti della salute — medici, dietologi, farmacisti e nutrizionisti — che rimangono figure centrali nell'interpretare i bisogni individuali e assicurare un approccio etico e sicuro all'integrazione. Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute, evidenzia come l'AI stia inaugurando una nuova era nell'integrazione alimentare, con prodotti progettati per specifici profili nutrizionali e stili di vita. L'AI è già impiegata per analizzare big data nutrizionali, ottimizzare i processi produttivi, ridurre gli sprechi e prevedere la domanda di mercato, con le aziende italiane che investono attivamente per mantenere la competitività. Tuttavia, Scarpa enfatizza l'importanza di un progresso etico e regolamentato, con la tutela del consumatore al centro. Alberto Cremilli di Schneider Electric aggiunge che l'AI, in particolare nell'applicazione alle 'utilities', può ridurre i costi operativi fino al 10%, ottimizzando il consumo di risorse essenziali e modulando il carico produttivo in base alla domanda. Infine, Jacopo Lucci di bios-therapy sottolinea come l'AI e la diagnostica multiomica stiano aprendo nuove frontiere nello studio delle matrici naturali, consentendo di comprendere e quantificare l'azione sistemica di queste sostanze sull'organismo, promuovendo un'integrazione alimentare più precisa, trasparente e sostenibile.
L'era attuale è testimone di una sinergia senza precedenti tra scienza e tecnologia, dove l'intelligenza artificiale si afferma come forza trainante per un futuro più sano e consapevole. È fondamentale che questo progresso sia guidato da principi etici solidi, garantendo che l'innovazione serva al bene comune, promuovendo salute, trasparenza e un profondo rispetto per l'individuo e l'ambiente. In questo contesto evolutivo, l'adattamento e l'investimento continuo in soluzioni all'avanguardia non sono solo strategici per la competitività, ma rappresentano un impegno verso la costruzione di un benessere diffuso e sostenibile.
