La litigazione climatica, un approccio strategico che utilizza il diritto per generare trasformazioni sistemiche, sta guadagnando terreno come strumento efficace per influenzare le politiche pubbliche e stabilire nuovi precedenti giuridici. Anche le cause che non si concludono con una vittoria diretta possono avere ripercussioni significative, spingendo governi e aziende a rivedere le proprie strategie ambientali e a promuovere l'adozione di accordi e normative pi chiare. Il dibattito su questo tema │ stato intensificato da un editoriale pubblicato su The Lancet nell'agosto 2025, che ha commentato la decisione storica della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) del 23 luglio 2025. Per la prima volta, l'ICJ ha ufficialmente riconosciuto che gli Stati hanno responsabilit¢ legali nella lotta al cambiamento climatico e nella salvaguardia dei diritti umani, inclusa la salute.
Questa importante svolta affonda le radici in un'iniziativa avviata sei anni prima da un gruppo di studenti di giurisprudenza a Vanuatu. L'arcipelago, altamente vulnerabile agli effetti del riscaldamento globale, ha visto i suoi giovani abitanti unire le forze per portare la questione dinanzi alla pi alta autorit¢ giudiziaria delle Nazioni Unite. Con il supporto del movimento giovanile globale World's Youth for Climate Justice, l'iniziativa ha portato nel 2021 il governo di Vanuatu a sostenere ufficialmente la causa, culminata con l'approvazione di una risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU nel 2023 che richiedeva un parere consultivo all'ICJ. Le domande poste alla Corte riguardavano gli obblighi giuridici degli Stati nella protezione del clima e le conseguenze legali del mancato rispetto di tali doveri, specialmente per le nazioni insulari e le popolazioni pi esposte. Tra il 2023 e il 2025, la Corte ha raccolto testimonianze da quasi cento Stati e diverse organizzazioni internazionali, inclusi l'IPCC e l'OMS. L'Italia, tuttavia, non ha partecipato a questa consultazione.
Nel suo verdetto del 23 luglio 2025, l'ICJ ha delineato quattro obblighi principali per gli Stati: mitigare gli effetti del cambiamento climatico e adattarsi ad essi per proteggere i diritti umani, prevenire danni ambientali significativi anche attraverso la regolamentazione del settore privato, collaborare a livello internazionale tenendo conto delle responsabilit¢ storiche e delle diverse capacit¢, e porre rimedio a eventuali violazioni di questi doveri. Sebbene il parere della Corte non sia legalmente vincolante, il suo peso politico e giuridico │ notevole e potrebbe fungere da catalizzatore per future azioni legali. Nonostante ci, The Lancet evidenzia come il contenzioso climatico sia ancora un'opportunit¢ poco sfruttata, specialmente per quanto concerne la tutela della salute. Con il mondo che si avvicina rapidamente al limite di 1,5ᄚC, il fallimento delle politiche di adattamento ha avuto gravi ripercussioni sulla salute e sul benessere delle persone. In questo contesto, l'approccio legale basato sui diritti emerge come un'alternativa potenzialmente efficace, considerando che la legge pu profondamente influenzare i determinanti sociali della salute, come sottolineato dalla Commissione Lancet del 2023.
In Italia, il dibattito sulla climate litigation sta prendendo piede, come dimostrato dalla causa intentata da Greenpeace Italia, ReCommon e cittadini privati contro ENI nel maggio 2023. Questa azione legale mira a ottenere il riconoscimento delle responsabilit¢ dell'azienda nel contribuire al cambiamento climatico e a imporre una revisione delle sue strategie industriali, in linea con gli Accordi di Parigi. Un aspetto cruciale │ il ruolo che i professionisti della salute pubblica possono e devono svolgere in questo contesto. Una guida specifica individua tre aree chiave di intervento: la produzione e diffusione di evidenze scientifiche sugli impatti del cambiamento climatico sulla salute, la fornitura di testimonianze esperte nei procedimenti legali e la mobilitazione delle comunit¢ attraverso la sensibilizzazione. La collaborazione tra esperti di diverse discipline, come scienziati, giuristi e professionisti sanitari, │ essenziale per affrontare la complessit¢ della crisi climatica. Superare le divisioni settoriali e formare professionisti con competenze transdisciplinari │ fondamentale per promuovere politiche che favoriscano la salute e l'ambiente.
Il contenzioso climatico si sta affermando come strumento indispensabile per la difesa dei diritti umani e della salute pubblica. La recente pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia non │ un punto di arrivo, ma un chiaro richiamo alla responsabilit¢ di tutti: Stati, professionisti della salute, giuristi e societ¢ civile. fondamentale costruire un'alleanza tra diverse conoscenze per affrontare la crisi climatica con giustizia, lungimiranza e un impegno condiviso per un futuro sostenibile.
