Finanza

La rinascita delle banche europee: dal gelo dei tassi negativi a una fase di notevole crescita

Cinque anni fa, l'idea di investire nel settore bancario europeo appariva rischiosa. Oggi, chi ha osato, si trova di fronte a un ritorno del 300%, nettamente superiore al 70% registrato dall'indice Stoxx europeo nello stesso periodo. Questa è la realtà descritta da Reuters nella sua analisi approfondita intitolata “Inside European banks’ stellar run: towards or beyond the sweet spot?”. La pubblicazione sottolinea come il settore bancario sia nuovamente al centro dell'attenzione degli investitori internazionali, dopo oltre dieci anni di performance deludenti. Questa notevole ripresa segna una svolta significativa per un'industria che ha affrontato un lungo periodo di tassi d'interesse prossimi allo zero o negativi e una forte erosione della fiducia in seguito alla crisi finanziaria del 2008.

La situazione attuale è definita da alcuni esperti come un \"sweet spot\", un punto di equilibrio ideale in cui le istituzioni finanziarie traggono vantaggio dalla remunerazione sui depositi senza ancora subire un aumento significativo delle insolvenze. Tuttavia, questo equilibrio si rivela estremamente delicato e suscettibile a variazioni future.

Il boom bancario: scenari divergenti e il motore dei tassi

Il sorprendente rally del settore bancario non ha avuto la stessa intensità in tutto il continente, presentando scenari divergenti a seconda della regione. La Spagna si distingue come uno dei casi più emblematici e positivi, dove una dinamica economia nazionale ha fornito un forte impulso agli istituti finanziari locali. Parallelamente, in Germania, le prospettive di consolidamento, con figure centrali come Commerzbank coinvolte in potenziali operazioni straordinarie, si combinano a un clima di fiducia aziendale elevato, supportato da politiche fiscali espansive, creando un ambiente favorevole. Anche le banche italiane hanno mostrato un andamento estremamente positivo, con il FTSE Italia All Share Banks che ha registrato una performance di circa il +33% da inizio anno 2025, estendendosi a un impressionante +48% nell'arco di un anno, testimoniando una robusta ripresa del settore nel paese.

Il vero catalizzatore di questa ripresa è stata la progressiva normalizzazione dei tassi d'interesse da parte della Banca Centrale Europea. Dal periodo di minimi storici, caratterizzato da tassi negativi, la BCE ha incrementato il costo del denaro fino al 4%. Questo ha permesso alle banche di capitalizzare finalmente il valore dei loro depositi e di espandere il margine di interesse netto (NII), che costituisce circa il 60% del reddito operativo delle banche europee, una percentuale significativamente superiore rispetto a quella degli Stati Uniti. Nonostante l'entusiasmo, gli analisti iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità di questo slancio. Morningstar, per esempio, prevede che con la graduale riduzione dei tassi e un contesto economico più incerto, i prossimi anni potrebbero vedere una fase di redditività stabile o in lieve calo. Inoltre, l'imposizione di nuovi dazi e l'aumento delle tensioni commerciali potrebbero portare a un incremento delle insolvenze aziendali, costringendo le istituzioni finanziarie a maggiori accantonamenti. Morgan Stanley, d'altro canto, si mostra più ottimista, convinta che il margine di interesse abbia già raggiunto il punto più basso e che un nuovo ciclo di crescita possa iniziare dal 2026. Un segnale di rinnovata fiducia è il ritorno del prezzo/valore contabile medio sopra quota 1,12, indicando una ritrovata credibilità del settore.

Rafforzamento post-crisi e prospettive future del settore bancario

Un fattore fondamentale che spiega l'attuale solidità del settore bancario è il rafforzamento patrimoniale imposto negli anni successivi alla crisi Lehman Brothers. Oggi, le banche europee operano con una leva finanziaria notevolmente ridotta rispetto al passato, il che significa che si finanziano meno tramite debito e più con capitale proprio. Questa strategia riduce significativamente il rischio sistemico e contribuisce a una maggiore stabilità finanziaria complessiva. Tale accresciuta robustezza è chiaramente percepita anche dai mercati, come dimostra il sensibile calo del costo di assicurarsi contro un default bancario, misurato attraverso i credit default swaps (CDS). Ad esempio, i CDS a cinque anni di Deutsche Bank sono passati dai picchi di oltre 200 punti base registrati nel 2023, durante le turbolenze innescate dal caso Credit Suisse, agli attuali 54 punti base, un segno evidente di una rinnovata fiducia degli investitori nel sistema bancario.

Anche gli AT1 (Additional Tier 1), obbligazioni subordinate che possono essere azzerate o convertite in capitale in situazioni di crisi, hanno recuperato terreno dopo il crollo di Credit Suisse, che ne aveva compromesso la credibilità. Questi strumenti, che offrono rendimenti elevati ma comportano un rischio maggiore, sono tornati ad attrarre l'interesse degli investitori istituzionali, confermando ulteriormente la fiducia in crescita nel sistema bancario europeo. La sfida principale per i prossimi trimestri sarà determinare se il rally bancario abbia ancora margini di crescita o se il settore abbia già raggiunto il punto massimo del suo \"sweet spot\". Da un lato, il quadro normativo più stringente e la fine dei tassi negativi garantiscono una maggiore stabilità del sistema; dall'altro, permangono incertezze legate a fattori politici, geopolitici e alla crescita economica globale. L'analisi di Reuters suggerisce che il settore è indubbiamente più robusto e sicuro rispetto al 2008, ma non è del tutto immune a shock esterni. Per gli investitori, la domanda cruciale rimane se continuare a cavalcare l'onda di successo o adottare strategie protettive in previsione di un possibile cambio di rotta nel mercato.