Moda e bellezza

La Sfilata di Victoria's Secret 2025: Un Riflesso della Standardizzazione della Bellezza

La sfilata di Victoria's Secret del 2025, tenutasi a New York il 15 ottobre, ha riscosso un successo clamoroso, distinguendosi nettamente dall'accoglienza tiepida dell'anno precedente. Questo trionfo, tuttavia, invita a una profonda riflessione sulla natura della bellezza e dell'inclusività nella società contemporanea. Nonostante le passate critiche rivolte al brand per la sua rappresentazione di corpi femminili stereotipati, l'evento attuale ha visto un'ondata di entusiasmo e ammirazione per le modelle, tra cui icone come Gigi e Bella Hadid, Adriana Lima, Candice Swanepoel, Doutzen Kroes e Barbara Palvin. Questa accettazione quasi incondizionata suggerisce un allineamento tra la visione del brand e le attuali aspettative sociali, dove la diversità sembra essere accolta solo entro confini predefiniti, un fenomeno che potremmo definire 'Uber Diversity'.

Il ritorno degli 'Angeli' di Victoria's Secret sulla passerella ha riproposto lo spettacolo di sensualità e femminilità che ha sempre caratterizzato il marchio. Sette anni fa, lo show era stato sospeso a seguito di critiche che lo ritenevano anacronistico rispetto a una società in evoluzione, che aspirava a una maggiore rappresentazione della diversità corporea. L'edizione del 2024, pur segnando il ritorno, non aveva convinto appieno il pubblico, ancora alla ricerca di un messaggio più autentico di inclusione.

Quest'anno, la sfilata del 2025 ha evidenziato un paradosso: pur mantenendo un cast prevalentemente composto da modelle che incarnano standard di bellezza tradizionali, ha anche presentato figure come Ashley Graham, Precious Lee, Paloma Elsesser ed Emeline Hoareau. Queste modelle, sebbene rappresentino corpi non conformi ai canoni classici, sono state inserite in un contesto che, secondo l'analisi, le 'normalizza' o le 'standardizza' all'interno di una cornice estetica già accettata, una sorta di 'Uber Diversity'. Questo significa che la diversità è ammessa e celebrata, ma solo se si conforma a certi requisiti estetici preesistenti, perpetuando un'idea di bellezza che, anche nell'inclusività, mantiene i suoi paletti.

Una possibile spiegazione di questo successo risiede nell'attuale contesto sociale, fortemente influenzato dalla 'diet culture' e dalla diffusione di farmaci per la perdita di peso. Questi fattori hanno contribuito a ridefinire le aspettative sui corpi, creando un ambiente in cui anche i corpi 'diversi' devono rispondere a specifici standard per essere considerati desiderabili o accettabili. La sfilata di Victoria's Secret 2025, in tal senso, è stata un fedele specchio di questa realtà, dimostrando che, pur potendo essere diversi, si deve comunque 'apparire in un certo modo' per ottenere consensi e successo.

In definitiva, lo show di Victoria's Secret del 2025 ha brillantemente catturato lo spirito del tempo, rivelando come la ricerca di inclusività nel mondo della moda possa talvolta sfociare in una forma di standardizzazione. La manifestazione ha mostrato che l'accettazione della diversità può essere condizionata da canoni estetici dominanti, influenzati da tendenze sociali e culturali. Questo successo non deriva da una vera e propria rivoluzione dei canoni di bellezza, ma piuttosto dalla capacità del brand di interpretare e riflettere le sottili dinamiche di accettazione e di conformità presenti nella società odierna.