Il capolavoro cinematografico di Michelangelo Antonioni, \"Le amiche\" del 1955, emerge come una sorprendente anticipazione della celebre serie \"Sex and the City\". Questa pellicola, che sarà riproposta il 25 settembre nell'ambito della rassegna CineModa, trae ispirazione dal racconto \"Tra donne sole\" di Cesare Pavese, pubblicato nel 1949. Le analogie tra le quattro protagoniste torinesi del film – Clelia, Rosetta, Momina e Nene – e le iconiche figure newyorkesi di Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte sono notevoli, delineando un ritratto femminile profondo e, per certi versi, persino più audace di quello della serie televisiva.
Il nucleo del racconto di Pavese, \"Tra donne sole\", si incentra sulla figura di Clelia, una donna indipendente e disillusa che, tornata a Torino, osserva con occhio critico la borghesia post-bellica, con le sue futilità e la sua profonda incomunicabilità. Questo vuoto esistenziale e la rete intricata di relazioni femminili vengono trasposti da Antonioni in una narrazione più focalizzata sulle dinamiche romantiche, pur mantenendo intatta la lucidità psicologica del testo originale. Il film, premiato con il Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1955, ha saputo descrivere con acume i rapporti di classe e la crudeltà insita negli ambienti borghesi, risultando ancora oggi di straordinaria attualità per la sua capacità di esplorare le complessità dei sentimenti umani e le relazioni interpersonali.
Il restauro del 2010 ad opera della Cineteca di Bologna, promosso da Martin Scorsese, ha permesso al pubblico americano di riscoprire \"Le amiche\", che in precedenza aveva avuto una distribuzione molto limitata negli Stati Uniti. Il Los Angeles Times, in occasione di tale evento, ha riconosciuto il film di Antonioni come la vera ispirazione per \"Sex and the City\", definendolo rivoluzionario per la sua rappresentazione di donne attente alla moda, indipendenti e libere nelle loro scelte di vita e sentimentali. Le protagoniste de \"Le amiche\", benché figlie di un'epoca diversa, incarnano archetipi femminili che anticipano le figure della serie televisiva, mostrando come Clelia possa essere vista come la precursora di Miranda, Rosetta come Charlotte, Momina come Samantha, e Nene come Carrie. Questa profonda connessione tra le due opere evidenzia l'universalità di certi temi femminili, dalla ricerca dell'amore alla realizzazione personale, che trascendono epoche e contesti culturali.
