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Luisa Ranieri è 'La Preside': Una Storia di Riscatto Sociale e Speranza Nella Scuola

La nuova produzione televisiva intitolata 'La Preside', con Luisa Ranieri nel ruolo principale e concepita da Luca Zingaretti, promette di affrontare una tematica di grande rilevanza sociale: il potere trasformativo dell'istruzione. La serie, ispirata alla figura autentica di Eugenia Carfora, una dirigente scolastica che ha rivoluzionato una realtà complessa a Caivano, è stata presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2025. Verrà trasmessa in quattro serate su Rai 1, con l'obiettivo di evidenziare come la scuola possa diventare un fulcro di legalità e speranza, offrendo una via per il riscatto individuale e collettivo in contesti difficili.

La fiction prende spunto dalla vera vicenda di Eugenia Carfora, una preside che ha mostrato una straordinaria forza d'animo nel riscattare un istituto scolastico situato in una delle aree più problematiche d'Europa. Luca Zingaretti, che ha co-sceneggiato la serie con Cristiana Farina e Maurizio Careddu, ha raccontato di come un documentario su Carfora lo abbia convinto della necessità di portare questa storia sul piccolo schermo, identificando in Luisa Ranieri l'interprete ideale per veicolare l'energia e la determinazione di questa figura.

Nella narrazione fittizia, la protagonista assume il nome di Eugenia Liguori, una donna di 47 anni che, al suo primo incarico direttivo, sceglie consapevolmente di guidare l'Istituto Anna Maria Ortese di Napoli. Questa scuola, emblema di degrado e alto tasso di abbandono, si trova nel cuore di un quartiere problematico. Eugenia Liguori affronta questa sfida con profonda dedizione, mettendo in gioco se stessa per la sua missione. Luisa Ranieri, per calarsi nel personaggio, ha trascorso due giorni al fianco di Eugenia Carfora, osservandone il lavoro e cogliendo lo spirito di una donna che, per i suoi studenti, rappresenta una figura materna, capace di aprire loro nuove prospettive e un futuro diverso.

La forza di 'La Preside' risiede nella sua capacità di trascendere la mera biografia, trasformandosi in un racconto universale di speranza e resilienza. Il regista Luca Miniero ha chiarito che l'intento non era limitarsi a una cronaca di Caivano, ma piuttosto rappresentare una periferia italiana generica, rendendo la scuola un simbolo di riscatto e cambiamento non solo per gli allievi, ma anche per coloro che ne guidano il percorso. Il cast, oltre a Ranieri, include Daniela Ioia, Enzo Casertano, Ivan Castiglione e la giovane Ludovica Nasti, le cui interpretazioni arricchiscono la narrazione, intrecciando le vicende personali degli studenti con quella della preside, creando un affresco sociale e politico di grande impatto.

Durante la presentazione, Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, ha enfatizzato l'importanza del tema trattato, descrivendo la scuola come il primo fondamentale luogo di formazione, amicizia e talvolta conflitto. Ha sottolineato come la storia, pur partendo da un contesto negativo, dimostri che l'azione di una singola persona può davvero cambiare il destino di molti, offrendo un tributo all'Italia che si rifiuta di soccombere di fronte all'inciviltà e alla criminalità. La discussione ha anche toccato l'attuale situazione delle scuole italiane, spesso teatro di emergenze sociali, evidenziando il contrasto tra l'introduzione di misure di sicurezza e la riduzione di materie essenziali. Ranieri ha espresso la convinzione che sia necessario investire maggiormente nell'ascolto e nell'educazione fin dalle scuole medie. Zingaretti ha concluso, ribadendo che la fiction non mira a impartire lezioni, ma a stimolare la riflessione, raccontando la speranza con consapevolezza e senza superficialità.