Il settore immobiliare italiano si trova in una fase di transizione, caratterizzata da un'iniziale ripresa delle transazioni residenziali nel secondo trimestre del 2025, seguita da crescenti incertezze dovute a fattori macroeconomici e geopolitici. Sebbene i dati recenti indichino una crescita, le previsioni suggeriscono un rallentamento, con un impatto differenziato tra i vari segmenti del mercato. La domanda di immobili persiste, ma l'offerta rigida e le nuove dinamiche degli investimenti richiedono un'attenta valutazione delle strategie future.
Le recenti analisi di mercato mostrano che, nonostante un aumento delle compravendite residenziali, il settore sta navigando in un contesto complesso dove le tensioni geopolitiche e l'inflazione giocano un ruolo cruciale. Gli operatori del settore devono affrontare una maggiore selettività degli investimenti e una continua evoluzione delle preferenze degli acquirenti e degli affittuari. La riqualificazione del patrimonio esistente emerge come una strategia chiave, superando la nuova costruzione in un mercato che cerca un nuovo equilibrio tra offerta e domanda.
Il Panorama Attuale e le Dinamiche di Crescita del Mercato Immobiliare
Il mercato immobiliare italiano ha registrato un notevole aumento delle compravendite residenziali nel secondo trimestre del 2025, con un incremento dell'8,1% rispetto all'anno precedente, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate. Questo segna una ripresa significativa dopo il calo del 2023, alimentata dalla riduzione dei tassi di interesse e da criteri di concessione dei mutui più flessibili. Tuttavia, gli esperti prevedono che questo picco sia temporaneo e che la crescita tenderà a diminuire nei prossimi mesi, a causa della stabilizzazione dei tassi di interesse e delle condizioni macroeconomiche globali.
Il quadro generale è influenzato da tensioni geopolitiche, conflitti persistenti, introduzione di dazi e una generale diminuzione del potere d'acquisto, fattori che contribuiscono a una previsione di crescita economica ridimensionata e a pressioni inflazionistiche. Nel frattempo, il mercato delle locazioni mostra una crescita più contenuta, con un aumento dell'1,5% nei nuovi contratti, prevalentemente nei comuni con alta tensione abitativa. L'offerta di immobili rimane rigida, mentre la domanda potenziale continua a crescere, spinta da fattori strutturali e da un fabbisogno abitativo latente che si è accumulato nel tempo.
Prospettive Future e Strategie di Adattamento Secondo Nomisma
L'Osservatorio sul Mercato Immobiliare di Nomisma rivela che il secondo semestre del 2025 si apre all'insegna dell'incertezza, specialmente per il mercato corporate. Questo contesto richiederà una maggiore selettività degli investimenti, privilegiando settori capaci di generare reddito stabile, come le infrastrutture digitali, il 'rent to buy' residenziale, gli alloggi per studenti e la logistica. Nel segmento degli uffici, l'interesse si sposterà verso immobili di alta qualità, conformi ai criteri ESG e situati in posizioni centrali, che continueranno a mostrare buone performance. Al contrario, si prevede un calo di interesse e degli affitti per gli uffici meno pregiati.
Gli operatori retail intervistati da Nomisma esprimono un clima di fiducia positivo per il residenziale, seppur con maggiore cautela rispetto all'anno precedente. Il saldo dei giudizi sui contratti di compravendita e locazione rimane in attivo ma evidenzia un lieve ridimensionamento, riflettendo le incertezze macroeconomiche e l'indebolimento del potere d'acquisto delle famiglie. La domanda, in particolare per la locazione, è percepita in crescita a causa della pressione abitativa e della scarsa disponibilità di immobili, mentre l'offerta continua a contrarsi. Nel comparto non residenziale, la domanda è contenuta e l'offerta fatica a trovare collocazione, soprattutto per immobili meno centrali o non aggiornati. Elena Molignoni di Nomisma sottolinea che il mercato diventerà sempre più segmentato, con una crescita degli acquisti per la prima casa e una preferenza per la riqualificazione del patrimonio esistente rispetto alle nuove costruzioni.
