Monica Bellucci, l'icona italiana di fama mondiale, è al centro di un'intervista esclusiva che celebra il suo compleanno, offrendo uno sguardo approfondito sulla sua straordinaria carriera, la sua vita personale e le collaborazioni artistiche. L'articolo, arricchito da immagini inedite e un servizio fotografico speciale, ripercorre i momenti salienti che hanno plasmato la sua figura, dalla moda al cinema, fino al suo ruolo di madre. La sua storia è un intreccio di bellezza, talento e una costante evoluzione, che l'ha resa una figura ammirata e ispiratrice in tutto il mondo.
Qualche mese fa, a Parigi, Monica Bellucci ha avuto un incontro speciale con l'amico di lunga data, il fotografo Paolo Roversi. Durante l'occasione, Roversi le ha rivelato una serie di ritratti mai visti prima, scattati nel maggio del 2000 presso il suo Studio Luce con una Deardorff camera. Queste immagini mostrano una Monica in piena trasformazione, emanante una grande passione e forza interiore. La Bellucci aveva espresso il desiderio di fare qualcosa con quelle foto, e ora, finalmente, sono venute alla luce. Roversi, ricordando lo splendore che Monica irradiava quel giorno, con l'intero studio pervaso dalla sua bellezza e il team incantato, era consapevole che quegli scatti avrebbero mantenuto la loro atemporalità.
Le fotografie, pur essendo state scattate anni fa, conservano un'attualità sorprendente, come se il tempo non fosse trascorso. Monica ha commentato di aver visto la propria crescita attraverso lo sguardo di Paolo, un artista che ha saputo immortalarla come giovane donna, come madre e, in seguito alla copertina con sua figlia Deva per Vogue Italia nel luglio 2021, anche come figura capace di ritrarre la sua discendente. Questo percorso, per lei, rappresenta un passaggio significativo e un vero e proprio dono di compleanno. L'attrice ha inoltre espresso la grande felicità e il senso di protezione provati nel vedere sua figlia lavorare. Deva, sin da piccola, ha sempre mostrato un'indole artistica, appassionandosi alla musica, alla pittura e al cinema. La sua curiosità e la sua fervida immaginazione verso questo mondo affascinano profondamente Monica.
Conosciuta come una delle donne più affascinanti del mondo, Monica Bellucci possiede un magnetismo innegabile che cattura l'attenzione di chiunque si trovi nella sua presenza, anche senza bisogno di pronunciare una parola. La sua vasta carriera internazionale spazia dalla moda al grande schermo, toccando anche il teatro. Ha posato per fotografi leggendari come Richard Avedon, Peter Lindberg e Helmut Newton, ed è stata il volto di marchi prestigiosi come Dolce&Gabbana e Cartier. Ha collaborato con attori e registi di calibro mondiale, dalla sua interpretazione memorabile in 'Malèna' di Tornatore al seducente ruolo in 'Matrix', fino a quello di Bond girl in 'Spectre' di Sam Mendes. I suoi riconoscimenti includono David di Donatello, Globi d’oro e Nastri d’Argento. Al momento dell'intervista, l'attrice era appena tornata da un intenso periodo, iniziato con la partecipazione al Festival di Venezia per la presentazione del film 'Beetlejuice Beetlejuice', in cui interpreta un'ex moglie che ritorna dal mondo dei morti per vendicarsi del marito, e concluso a Los Angeles per la cerimonia di assegnazione della stella sulla Hollywood Walk of Fame al suo attuale compagno, Tim Burton. Con un sorriso, Monica ha descritto il suo ruolo in 'Beetlejuice Beetlejuice' come una metafora della vita. Ha sottolineato come il suo personaggio, Delores, seppur segnato dalle cicatrici, continui a lottare, evidenziando la forza intrinseca delle donne che, nonostante le ferite, riescono a progredire e persino a "tornare dalla morte".
L'eleganza discreta di Monica è senza dubbio la sua più grande risorsa. Quando non è d'accordo, un breve sorriso è la sua risposta, mentre una risata piena e sonora emerge quando qualcosa le piace. Ogni suo gesto è misurato e preciso, la sua energia non si disperde mai. È forse questa capacità di racchiudere il tempo e il movimento in una sfera invisibile e personale che l'ha resa un'icona. La copertina di Vogue Italia, dedicata al suo compleanno, è stata scattata da Tim Burton nel suggestivo Bosco Sacro di Bomarzo. Questo luogo, un insieme di fiabe, orrori e meraviglie, fu creato quasi cinquecento anni fa dal principe Orsini in omaggio alla sua defunta moglie Giulia Farnese, con lo scopo di 'sfogare il cuore'. Monica ha espresso la sua gratitudine: 'Ti rendi conto? Cosa potrei chiedere di più? Con tutto il mio amore per il mondo dell'arte, dell'immagine e del cinema, celebro così i miei 60 anni'. Bomarzo è un luogo dove le querce risplendono di una luce propria e la natura parla. Monica ha descritto la situazione come 'meravigliosa'. 'Le foto erano già pronte. Io dovevo solo entrarci dentro. Ero la ciliegina sulla torta', ha aggiunto, sottolineando la spiritualità del luogo. Il parco concede raramente permessi per servizi fotografici, ma come in ogni fiaba che si rispetti, l'accesso è riservato a coloro che hanno un cuore puro. E al momento dell'intervista (quando regista e attrice erano ancora insieme), non c'era coppia più 'pura di cuore' di Tim Burton e Monica Bellucci. L'attrice ha affermato che quando c'è una connessione creativa con la persona che si ama, si sprigiona una forza che alimenta i progetti. Ha sempre sostenuto che la vita è più importante dell'arte, o meglio, che 'l'arte è una forma di vita', proprio come l'amore per i figli, gli amici e le relazioni autentiche.
Questa filosofia di vita ha anche caratterizzato il rapporto trentennale di Monica con Dolce&Gabbana, una collaborazione celebrata con il libro 'Monica', in uscita questo mese per Rizzoli. L'attrice ha ricordato di aver partecipato alle prime sfilate con Domenico e Stefano, e di aver intrapreso la carriera di attrice dopo aver girato la pubblicità per il loro profumo nel 1994, sotto la direzione di Tornatore. Per Monica, indossare Dolce&Gabbana è come 'indossare la mia pelle', descrivendo la loro moda come fantasiosa, ma allo stesso tempo essenziale e atavica. Ha espresso un profondo affetto per i due stilisti, affermando che si capiscono con un semplice sguardo, forse anche grazie alla condivisione della stessa cultura mediterranea. Su Vogue Czechoslovakia, Monica Bellucci è stata descritta con le sole parole 'La Divina', un appellativo che l'accompagna da decenni. L'attrice, tuttavia, ha sempre mantenuto i piedi per terra. 'Mi piace giocare con la fantasia, ma so benissimo di muovermi all'interno di un gioco', ha detto. A volte, il lavoro le ha persino offerto un rifugio, dandole la forza di superare i momenti più difficili. Ma una volta a casa, Monica ama raccogliere i capelli in uno chignon, indossare le ciabattine e magari preparare un piatto di pasta. Isabella Rossellini ha osservato che l'età porta con sé una maggiore facilità di gioco. Nelle foto con Tim Burton, emerge chiaramente una dichiarazione di amore e libertà. Monica ha sorriso, dicendo che con la crescita si acquisisce anche la necessaria distanza, sentendosi più libera dai giudizi. 'Oggi, a 60 anni, mi permetto di leccare una fotografia in un film o di essere mezza nuda – e lo faccio giocando. Per un attore, il corpo rimane sempre uno strumento di lavoro meraviglioso'.
Monica è cresciuta con un profondo senso di libertà, un valore che i suoi giovani genitori hanno saputo riconoscere e incoraggiare in lei. Già a 16 anni, mentre frequentava il liceo classico Plinio il Giovane a Città di Castello, aveva iniziato a lavorare nel mondo della moda. Amava trascorrere i pomeriggi a guardare film in bianco e nero in televisione, ammirando attrici piene di personalità come Masina, Magnani e Loren, così diverse tra loro ma tutte incredibilmente forti. Queste figure l'hanno ispirata a sognare e a lanciarsi nel mondo dello spettacolo. Cosa si aspetta da questo periodo di travolgente sensualità, bellezza, maternità e ispirazione creativa in cui è immersa? Monica è 'pronta a tutto'. Le piace interpretare ruoli diversi, come una vecchia strega o una cantante lirica a fine carriera. Per i prossimi dieci anni, il suo desiderio è semplicemente quello di rimanere fedele a se stessa e continuare a proteggere le sue figlie, anche se non le chiama più 'bambine'. Questo è il suo sogno: 'Essere lì per loro'.
