Il film biografico "Anna", diretto e interpretato da Monica Guerritore, offre un ritratto intimo e toccante della leggendaria attrice Anna Magnani. L'opera, che sarà proiettata nelle sale cinematografiche a partire dal 6 novembre, dopo la sua anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2025, non si limita a rievocare i momenti salienti della vita di Magnani, ma ne esplora l'anima tormentata e autentica. Guerritore, che è anche sceneggiatrice, ha dedicato questo progetto allo scrittore Andrea Purgatori, proponendo un'analisi profonda delle emozioni e delle esperienze che hanno plasmato l'icona del cinema italiano, dai suoi trionfi professionali alle sue vicende personali più intime e complesse.
Monica Guerritore rende omaggio ad Anna Magnani con il film "Anna": Un viaggio nella vita di un'icona
Il lungometraggio "Anna", è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2025 e uscirà nelle sale italiane il 6 novembre, distribuito da Notorious Pictures. Questa pellicola, un progetto fortemente voluto dalla regista e interprete Monica Guerritore, è un profondo omaggio alla grande attrice Anna Magnani. Il film ripercorre la vita di Magnani, nota affettuosamente come "Nannarella", a partire dalla vigilia della sua storica vittoria dell'Oscar come migliore attrice protagonista per "La rosa tatuata" nel 1956, una notte di attesa vissuta in solitudine a Roma mentre il mondo la celebrava. L'opera attraversa poi le fasi salienti della sua esistenza, fino alla scomparsa nel 1973. Tra gli eventi narrati spiccano la travagliata relazione sentimentale con il regista Roberto Rossellini, segnata dal tradimento di lui con Ingrid Bergman, e la nascita del figlio Luca, affetto da poliomielite.
Il film porta in scena anche gli scontri sui set, come quello di "Suor Letizia" con Mario Camerini, la sua celebre collaborazione con Totò in "Risate di gioia", e il "flashback" che la vide protagonista in "Roma Città Aperta", con la memorabile scena della morte, ripetuta più volte. Viene anche raccontato il suo rifiuto del ruolo di Cesira in "La Ciociara" per evitare di invecchiarsi e di avere una giovane Sophia Loren come figlia. Attraverso questi episodi, Guerritore dipinge una Magnani immersa nella sua gente, amata e mai abbandonata, una figura che ha ispirato personaggi come "Mamma Roma" di Pasolini. La pellicola evidenzia la sua profonda fiducia negli animali, in particolare gatti e cani, e la sua disillusione verso un cinema che a volte sembrava relegarla a ruoli superficiali. Al suo fianco, una giovane agente e confidente, Carol Levi, interpretata da Beatrice Grannò da giovane e Lucia Mascino da adulta, la accompagnerà nei suoi ultimi successi teatrali, come "La lupa" con Zeffirelli, e in un ritrovato amore verso la fine della sua vita. Il film è dedicato a Andrea Purgatori, l'unica persona che ha creduto nel progetto di Guerritore, fornendole il supporto necessario dopo numerosi rifiuti da parte di produttori.
La visione di questo film invita a riflettere sulla complessità dell'essere umano e sulla forza dell'arte nel trascendere il tempo. Attraverso la Magnani di Guerritore, percepiamo l'importanza di rimanere fedeli alla propria essenza, anche di fronte alle pressioni esterne e alla superficialità del sistema. Il film si presenta come una vera e propria celebrazione dell'autenticità e un monito contro la mercificazione dell'arte, suggerendo che le vere storie e le vere emozioni sono ciò che rendono il cinema eterno e universale.
