Il Monte dei Paschi di Siena (MPS) ha recentemente potenziato la sua proposta di acquisizione su Mediobanca, introducendo una significativa componente in denaro che mira a rendere l'operazione ancora più appetibile per gli azionisti. Questa modifica strategica, che include un'iniezione di liquidità e una revisione delle condizioni di adesione, segna un momento decisivo nel panorama finanziario italiano e riflette la determinazione di MPS a consolidare la propria posizione nel mercato bancario. L'iniziativa non solo alza la posta in gioco, ma promette anche di influenzare le dinamiche future del settore, attirando l'attenzione degli operatori e degli investitori che seguono da vicino l'evoluzione di questa complessa partita finanziaria.
La novità principale dell'offerta di MPS è l'introduzione di 0,90 euro in contanti per ogni azione Mediobanca conferita, un esborso che ammonterebbe a circa 750 milioni di euro complessivi. Originariamente basata su uno scambio di azioni (2,533 nuove azioni MPS per ogni titolo Mediobanca), l'offerta si trasforma ora in un pacchetto misto che valorizza implicitamente ogni azione Mediobanca a 16,33 euro, conferendo un premio dell'11,4% rispetto al prezzo di riferimento di 14,67 euro. Questa strategia mira a superare le incertezze e le resistenze iniziali, incentivando un'adesione più ampia.
Un altro elemento cruciale della revisione è la rinuncia da parte di MPS alla condizione di soglia qualificata del 66,7%, pur mantenendo una soglia minima del 35%. Questa decisione significa che MPS è disposta a procedere con l'acquisizione anche senza ottenere la maggioranza assoluta, purché raggiunga almeno un terzo dei diritti di voto. Questa flessibilità strategica aumenta le probabilità di successo dell'operazione, considerata l'attuale percentuale di adesioni pari al 28,1%. Se l'OPS dovesse avere un'adesione totale, il controvalore complessivo implicito salirebbe a 13,5 miliardi di euro, con 12,8 miliardi in nuove azioni MPS e 0,75 miliardi in contanti. In questo scenario, gli azionisti di Mediobanca riceverebbero oltre 2,1 miliardi di nuove azioni MPS, rappresentando circa il 63% del capitale post-aumento.
Nonostante l'aggiunta della componente cash, MPS ha ribadito il suo impegno a mantenere una robusta solidità patrimoniale, prevedendo un CET1 pro-forma intorno al 16% dopo il completamento dell'operazione. L'istituto ha anche confermato una politica di dividendi ambiziosa, con payout fino al 100% dell'utile, posizionandosi ai massimi livelli nel settore. Il piano industriale prevede significative sinergie derivanti dall'integrazione, stimate in circa 700 milioni di euro all'anno al lordo delle imposte, oltre all'utilizzo accelerato delle Attività Fiscali Differite (DTA).
La decisione di migliorare i termini dell'offerta è stata il risultato di analisi approfondite, condotte con il supporto di consulenti finanziari, che hanno tenuto conto sia delle recenti performance di entrambe le banche sia del nuovo piano strategico di Mediobanca, “One Brand – One Culture”, presentato a giugno. Il rapporto di scambio implicito, includendo la componente in contanti, si attesta ora a circa 2,68 azioni MPS per ogni azione Mediobanca, rendendo l'offerta decisamente più attrattiva per i soci che ancora devono decidere se aderire.
L'offensiva di MPS su Mediobanca si inserisce in un contesto di intensa attività nel settore bancario italiano. Solo pochi giorni prima, Mediobanca aveva fatto un passo indietro sull'acquisizione di Banca Generali, una proposta bocciata dall'assemblea degli azionisti. Questo episodio, con il 35% dei voti favorevoli, il 10% contrari (con il gruppo Caltagirone in prima linea) e il 32% di astenuti, tra cui Delfin di Del Vecchio e diversi fondi istituzionali, ha evidenziato le complessità e le diverse visioni all'interno del consiglio di amministrazione. L'esito dell'OPS di MPS su Mediobanca sarà quindi cruciale per delineare i futuri equilibri nel sistema bancario italiano.
