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Obiettivi di stoccaggio del gas nell'UE: stato di avanzamento e sfide imminenti

L'articolo esamina lo stato attuale del riempimento degli stoccaggi di gas naturale nell'Unione Europea, evidenziando i progressi compiuti da molti Stati membri e le sfide che alcuni paesi devono ancora affrontare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Viene sottolineata l'importanza di tali riserve per la sicurezza energetica del continente in vista della stagione fredda.

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Progressi significativi nel raggiungimento degli obiettivi di riserva di gas in Europa

Diversi paesi dell'Unione Europea hanno già raggiunto, e in alcuni casi superato, i traguardi stabiliti per lo stoccaggio di gas, come indicato dalle normative comunitarie per il periodo tra il 1° ottobre e il 1° dicembre. I dati forniti dalla piattaforma GIE (Gas Infrastructure Europe) mostrano un monitoraggio continuo delle riserve a livello continentale. Dodici nazioni hanno conseguito questi obiettivi, con sette di esse che hanno superato il 90% della capacità e le restanti cinque che hanno soddisfatto i requisiti grazie a speciali clausole di flessibilità previste dalla normativa europea.

La situazione generale degli stoccaggi e le peculiarità della regolamentazione europea

Complessivamente, l'Unione Europea detiene circa 940 TWh di gas immagazzinato, corrispondenti all'82,5% della capacità totale. Questa percentuale evidenzia un'accelerazione significativa, con iniezioni nette a settembre che hanno raggiunto una media giornaliera di 1,9 TWh, un ritmo senza precedenti negli ultimi tre anni. Di conseguenza, le riserve attuali sono circa 10 punti percentuali più elevate rispetto al 1° ottobre degli anni 2023 e 2024. Il regolamento europeo stabilisce che gli Stati membri devono mantenere un determinato livello di riempimento tra il 1° ottobre e il 1° dicembre, con un obiettivo di riferimento del 90%. Tuttavia, sono previste deroghe: i paesi con ampi siti di stoccaggio rispetto ai consumi possono avere un obiettivo ridotto al 35% del consumo medio annuo degli ultimi cinque anni. Ulteriori riduzioni sono concesse se un paese ha esportato più di 15 TWh all'anno verso nazioni extra-UE o possiede siti con capacità superiore a 40 TWh. È anche possibile una deviazione fino a 10 punti dal 90% in presenza di condizioni di mercato sfavorevoli che limitano le iniezioni.

Le nazioni in ritardo nel raggiungimento degli obiettivi di stoccaggio del gas

Non tutti i paesi sono sulla buona strada per rispettare gli obiettivi. I dati GIE indicano che Danimarca, Croazia e Svezia potrebbero non raggiungere la scadenza del 1° dicembre. La Danimarca, con riserve ferme al 50% al 1° ottobre, è in maggiore difficoltà e difficilmente supererà l'83% entro dicembre, anche con un ritmo accelerato di iniezioni. La Croazia, con il 76,2%, ha rallentato a causa della manutenzione del terminale Gnl di Krk. La Svezia, invece, è svantaggiata da una capacità di stoccaggio interna molto limitata e da consumi ridotti, fattori che comunque non la esonerano dal rispetto delle norme europee.

La posizione di Spagna, Bulgaria, Paesi Bassi e l'eccellenza italiana

Al contrario, nazioni come la Spagna e la Bulgaria rientravano già nella fascia di tolleranza prevista per situazioni difficili, con rispettivamente 3,3 e 9,5 punti di distanza dall'obiettivo. Nei Paesi Bassi, il livello era 3,5 punti sotto il target nazionale del 74%, che il governo ha comunque intenzione di rispettare. In questo contesto, l'Italia si distingue per aver superato la soglia del 90% della capacità di stoccaggio, in piena conformità con gli obiettivi comunitari. Questo risultato è fonte di tranquillità in vista dei mesi più freddi e rafforza il ruolo dell'Italia come elemento di stabilità per il sistema energetico europeo.