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Rukeli, la resistenza animata: l'incontro con Alessandro Rak

Il Festival di Venezia ha visto la presentazione di 'Rukeli', un cortometraggio animato che narra la vicenda del pugile Sinto Johann Trollman, detto Rukeli, un'emblematica figura di resistenza e identità contro ogni forma di discriminazione. Questo lavoro, diretto da Alessandro Rak, riconosciuto maestro dell'animazione italiana, è stato presentato fuori concorso nella sezione Orizzonti, offrendo una prospettiva inedita e toccante su una storia poco conosciuta, quella di un pugile sinto costretto a combattere ad Auschwitz.

Rak ha spiegato che il progetto ha preso vita grazie alla collaborazione con l'associazione 'chi rom e chi… no', che si dedica alle minoranze etniche. L'idea era di creare un laboratorio di animazione con gli studenti dell'Istituto Galileo Ferraris di Scampia, per commemorare il Porraimos, la tragedia che ha coinvolto circa 300.000 persone di etnia Sinti e Rom. Il regista ha interagito con i giovani per elaborare una narrazione in prima persona di Rukeli, rendendola più fluida e significativa. Le immagini del corto, un mix di fotografie da internet, disegni e contenuti generati dall'intelligenza artificiale, sono state concepite per vibrare e trasmettere l'esperienza storica. La produzione di 'Rukeli' ha visto il contributo di AntropicA, Sideways Studios e Film i Väst, in associazione con Mad Entertainment e con il supporto della Film Commission Regione Campania. Il coinvolgimento dei ragazzi nel processo creativo ha dimostrato come un approccio attivo alle immagini possa aumentare la loro capacità critica, evidenziando l'importanza di lavorare con i linguaggi audiovisivi in un'epoca in cui l'informazione rischia di perdere la sua connessione con la realtà.

Attualmente, Rak è impegnato nella realizzazione di un altro cortometraggio, dedicato alla celebrazione dei 2500 anni dalla fondazione di Napoli. Questo nuovo lavoro rappresenta un riconoscimento del suo profondo legame con la città, un crogiolo di anarchia e minoranze. Rak spera che Napoli, nonostante il rischio di una \"spolpazione\" culturale, rimanga sempre una realtà dinamica e non si riduca a una mera imitazione di sé stessa. Questo impegno costante nell'animazione, unito alla sua passione per l'insegnamento, riflette la sua convinzione nel potere della narrazione visiva per stimolare intuizioni e consapevolezza, specialmente tra i giovani.

L'arte, in particolare l'animazione, detiene un potere straordinario nel dare voce a storie altrimenti dimenticate, offrendo una prospettiva profonda e compassionevole sulle vicende umane. Attraverso la creatività e la collaborazione, è possibile trasformare il dolore e la discriminazione in un messaggio di speranza e consapevolezza, ispirando le nuove generazioni a costruire un futuro più inclusivo e giusto.