Dopo oltre un decennio, Ryan Reynolds ha finalmente svelato un segreto che circolava nell'ambiente cinematografico: è stato lui il responsabile della diffusione online del provino di Deadpool nel 2014. Nonostante fosse una mossa non professionale, la sua intuizione si è dimostrata vincente, costringendo lo studio cinematografico a riconsiderare e approvare la produzione del film. Questo atto di disobbedienza ha portato alla nascita di una delle saghe più amate e redditizie del cinema, dimostrando come a volte, per il bene di un'idea, sia necessario infrangere le regole.
Ryan Reynolds Svela il Dettaglio Chiave Dietro il Fenomeno Deadpool
Nel 2012, il regista Tim Miller e l'attore Ryan Reynolds avevano sviluppato un cortometraggio di prova per un film di Deadpool, con l'intento di presentare una versione del personaggio fedele ai fumetti. Tuttavia, la 20th Century Fox, all'epoca ancora indipendente, non era convinta del potenziale del progetto. Deluso dal rifiuto, Reynolds, convinto del valore di quel materiale, decise di fare una mossa azzardata. Nel 2014, in un atto di pura sfrontatezza, pubblicò anonimamente il video online, senza alcuna autorizzazione. Questa rivelazione è stata fatta di recente, durante un'intervista con Entertainment Weekly al Festival del Cinema di Toronto, dove Reynolds ha ammesso la sua responsabilità, pur senza alcun rimpianto.
Ryan ha confessato: \"Ho agito in modo un po' sfacciato, ma ero certo che il pubblico avrebbe apprezzato. Sono estremamente felice di aver seguito quel presentimento e di aver fatto qualcosa che, in quel momento, non era la cosa giusta da fare.\" Ha continuato spiegando che il provino era stato girato anni prima, ma lo studio non mostrava interesse. \"Deadpool era un personaggio di nicchia, e la gente non lo conosceva bene, ma io ne ero ossessionato. Amavo il suo umorismo meta, la sua consapevolezza di essere un personaggio dei fumetti. Quel provino era la prova tangibile che il concept poteva funzionare, ma non volevano farci nulla. Diciamo che qualcuno ha caricato quel video online, e quella persona la vedo ogni mattina quando mi lavo i denti. E gli dico: 'Cosa hai combinato? Potresti finire nei guai!'\"
La reazione del pubblico online fu immediata e travolgente, costringendo lo studio a riconsiderare la propria posizione. \"24 ore dopo, avevano dato il via libera al film,\" ha concluso Reynolds. Il risultato fu il successo di \"Deadpool\" nel 2016, diretto da Tim Miller, che con un budget di quasi 60 milioni di dollari incassò quasi 783 milioni a livello globale, stabilendo un record per un film vietato ai minori. Seguì \"Deadpool 2\" nel 2018, diretto da David Leitch, che replicò il successo. E, dopo l'acquisizione da parte della Disney, Reynolds è riuscito a mantenere il tono irriverente del personaggio, portando alla produzione di \"Deadpool & Wolverine\" nel 2024, un blockbuster con un budget di 200 milioni che ha già incassato quasi 1,34 miliardi di dollari. È chiaro che la mossa \"scorretta\" di Reynolds ha generato un impatto economico significativo, e forse è per questo che nessuno ha mai pensato di perseguire legalmente la questione.
Questa vicenda ci insegna che, a volte, una dose di audacia e la fiducia nel proprio istinto possono rivoluzionare un intero settore. La tenacia di Ryan Reynolds nel credere nel potenziale di Deadpool, anche contro ogni previsione e regola stabilita, ha non solo dato vita a un franchise di successo, ma ha anche ridefinito le aspettative per i film sui supereroi. È una testimonianza del potere della passione e della visione, e di come la creatività possa trionfare anche quando le porte sembrano chiuse.
