Simest ha ufficialmente attivato il suo "Pacchetto India", un ambizioso programma da mezzo miliardo di euro progettato per stimolare l'espansione e gli investimenti delle aziende italiane nel promettente mercato indiano. Questa iniziativa, che mira a rafforzare la presenza economica del Made in Italy, rappresenta un pilastro fondamentale nella strategia di internazionalizzazione del Paese.
Simest Potenzia l'Export Italiano in India con Nuove Misure e Finanziamenti Strategici
L'Italia ha compiuto un passo significativo per rafforzare i legami economici con l'India attraverso l'introduzione del "Pacchetto India" di Simest, operativo dal 16 settembre 2025. Questa iniziativa, del valore complessivo di 500 milioni di euro, è stata lanciata per supportare l'export e gli investimenti delle imprese italiane nel vibrante mercato indiano.
Il cuore del programma è costituito da un plafond di 200 milioni di euro provenienti dal Fondo 394/81, gestito da Simest per conto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Questi fondi sono destinati a finanziamenti agevolati, con una particolare attenzione ai contributi a fondo perduto: fino al 20% per le Piccole e Medie Imprese (PMI), le startup innovative e le aziende con sede nel Mezzogiorno, e il 10% per le altre imprese.
I finanziamenti copriranno un'ampia gamma di interventi, inclusi il rafforzamento patrimoniale, l'innovazione, la transizione digitale ed ecologica, la formazione del personale locale, e le spese legate all'espansione internazionale, come la ricerca di partner, lo sviluppo di nuove opportunità di business, la partecipazione a eventi di matchmaking e l'apertura di temporary store.
A completare il "Pacchetto India" vi sono ulteriori 300 milioni di euro, già disponibili dal 7 agosto, attraverso il "Credito Fornitore". Questo strumento è focalizzato sul sostegno all'export di beni di investimento e servizi correlati, prodotti da aziende italiane e destinati all'India.
Simest ha inoltre introdotto due nuove linee di intervento ad agosto: finanziamenti agevolati per la transizione digitale ed ecologica, estesi anche alle imprese non esportatrici ma appartenenti a filiere orientate all'export, e un contributo Export sul Credito Fornitore che consente di agevolare lo sconto di fatture commerciali con pagamenti dilazionati a medio-lungo termine (pari o superiori a 24 mesi). Quest'ultima misura mira a potenziare la competitività delle esportazioni italiane, in particolare per le PMI, offrendo maggiore flessibilità nel supporto all'export di beni di investimento.
Regina Corradini D'Arienzo, amministratore delegato di Simest, ha sottolineato l'importanza strategica di queste misure, definite un "passo concreto e strategico" per supportare le imprese italiane nei mercati ad alto potenziale. Ha evidenziato come queste iniziative si inseriscano nell'azione coordinata del "Sistema Italia", guidato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e che coinvolge Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e ICE, con l'obiettivo di facilitare e intensificare gli investimenti a supporto dell'internazionalizzazione, con un focus specifico sulle PMI e sul Mezzogiorno. L'AD ha concluso riaffermando l'impegno a sostenere un Made in Italy sempre più competitivo e sostenibile a livello globale.
Questo significativo investimento evidenzia un impegno concreto del "Sistema Italia" verso una maggiore proiezione internazionale, in particolare verso economie emergenti come quella indiana. L'attenzione rivolta alle PMI e alle realtà del Mezzogiorno è un segnale forte della volontà di promuovere uno sviluppo economico inclusivo e distribuito, sfruttando le opportunità offerte da mercati esteri dinamici. Queste misure non solo faciliteranno l'accesso delle imprese italiane a nuove opportunità, ma contribuiranno anche a modernizzare e rendere più sostenibile il tessuto produttivo nazionale, proiettandolo verso un futuro più competitivo e innovativo.
