Jannik Sinner ha fatto chiarezza sulle sue condizioni fisiche e mentali in vista degli imminenti US Open, rassicurando i fan e gli addetti ai lavori riguardo un recente problema di salute. Ha dettagliato le sfide che lo attendono nell'ultimo Slam stagionale, la dinamica della sua rivalità con Carlos Alcaraz, e ha riflettuto sul suo percorso professionale, dalle aspirazioni iniziali fino alle attuali, ben più elevate. Il suo debutto contro Vit Kopriva è imminente, in un contesto dove il montepremi del torneo ha raggiunto vette storiche, sottolineando l'importanza economica e sportiva dell'evento.
Nel corso di una conferenza stampa a Flushing Meadows, il talentuoso tennista italiano ha apertamente spiegato di aver affrontato un virus a Cincinnati, una condizione che, a sua detta, ha colpito anche altri atleti. Nonostante non abbia ancora raggiunto la piena forma fisica, con una ripresa stimata quasi al completo, ha espresso ottimismo riguardo la possibilità di essere al top in pochi giorni, giusto in tempo per affrontare le sfide del torneo. Questo chiarimento giunge dopo il ritiro dalla finale di Cincinnati contro Carlos Alcaraz, un episodio che aveva sollevato interrogativi sulla sua preparazione.
Sinner ha poi evidenziato le peculiarità degli US Open, sottolineando come fattori quali l'orario delle partite, diurne o notturne, possano influenzare significativamente il gioco. Ha descritto il torneo come particolarmente arduo, ricco di dettagli che lo differenziano dagli altri Slam. Il sorteggio lo vedrà opposto a Vit Kopriva, numero 87 del mondo, in un match d'esordio previsto tra lunedì e martedì. La sua analisi della competizione rivela una profonda consapevolezza delle difficoltà e delle sfumature tattiche che il cemento americano presenta.
La discussione si è poi spostata sulla sua affascinante rivalità con Alcaraz, che Sinner definisce come un confronto tra due stili distinti e due personalità diverse sia dentro che fuori dal campo. Ha ammesso che la velocità e la capacità di lettura del gioco dell'avversario rappresentano sfide uniche, trasformando ogni incontro in una partita altamente tattica. Nonostante le differenze, entrambi condividono una comune etica del lavoro e una dedizione totale al tennis, considerandolo una priorità assoluta. Questa prospettiva evidenzia il rispetto reciproco e l'intensità che caratterizzano i loro duelli, rendendoli eventi imperdibili per gli appassionati.
In un momento di riflessione personale, Sinner ha rivelato le sue modeste aspirazioni giovanili, confidando che il suo sogno iniziale fosse semplicemente quello di rientrare tra i primi cento giocatori del mondo. Ha narrato la sua storia, inclusa la condizione imposta ai suoi genitori di ritirarsi dal tennis se non avesse raggiunto i primi 200 entro i 23-24 anni, a causa dei costi elevati. La sua precoce capacità di guadagnare nel circuito gli ha fornito una sicurezza finanziaria inattesa. Ha sottolineato come la sua posizione attuale vada ben oltre ogni aspettativa giovanile, e come ora comprenda appieno il proprio potenziale, puntando a vittorie importanti.
Infine, Sinner ha toccato l'argomento della passata edizione degli US Open, descrivendo la situazione come estremamente stressante a causa della rivelazione del caso Clostebol a pochi giorni dall'inizio dello Slam. Ha ammesso la difficoltà di gestire tale pressione, specialmente per un atleta giovane. Riguardo il ritorno di Umberto Ferrara nel suo staff, Sinner ha preferito non aggiungere ulteriori commenti oltre quanto già dichiarato in un comunicato, ribadendo l'importanza di concentrarsi sul lavoro e sul miglioramento continuo. L'allenamento con Alex Michelsen, sotto la supervisione di Simone Vagnozzi e Darren Cahill, testimonia la serietà con cui si prepara per il torneo, che quest'anno vanta il montepremi più elevato nella storia del tennis, con il vincitore del singolare che si aggiudicherà la cifra record di 5 milioni di dollari.
