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Stellantis Italia: Calo Drastico della Produzione nel Primo Semestre 2025

Il settore automobilistico italiano, in particolare per quanto riguarda la produzione di Stellantis, ha registrato un primo semestre del 2025 particolarmente difficile. I dati rivelano un considerevole decremento del 26,9% nella produzione complessiva rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questa contrazione, che incide sia sulle autovetture che sui veicoli commerciali, proietta una stima di produzione annuale ben al di sotto delle aspettative. Le organizzazioni sindacali hanno espresso profonda preoccupazione, sottolineando l'urgenza di interventi significativi a livello europeo e nazionale per sostenere un comparto strategico.

Nel dettaglio, il report diffuso dalla Fim-Cisl evidenzia come la produzione totale di Stellantis Italia nei primi sei mesi del 2025 si sia attestata a 221.885 unità. Tale cifra rappresenta un calo marcato, con le autovetture che hanno subito una flessione del 33,6%, raggiungendo le 123.905 unità, e i veicoli commerciali che hanno registrato una diminuzione del 16,3%, fermandosi a 97.980 unità. Questa tendenza negativa è stata discussa approfonditamente presso la sede della Fim-Cisl a Corso Trieste, dove è stato presentato il rapporto sulle produzioni e l'occupazione negli stabilimenti italiani del Gruppo Stellantis. La prospettiva per l'intero anno è di circa 440.000 unità totali prodotte, con circa 250.000 autovetture.

Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha definito l'attuale congiuntura una “tempesta perfetta” che colpisce l'industria europea. Tale situazione è aggravata dal crollo dei mercati, dalla transizione verso la mobilità elettrica e digitale, e dalle recenti imposizioni di dazi da parte degli Stati Uniti. Uliano ha criticato la mancanza di misure strutturali adeguate per affrontare queste sfide, definendo le risorse finora stanziate (2,8 miliardi di euro) come insufficienti per un settore in così profonda trasformazione, con gravi ripercussioni sia a livello industriale che occupazionale.

Il sindacato invoca un cambio di rotta significativo, chiedendo un piano industriale europeo più ambizioso, supportato da un debito comune e da un nuovo Fondo europeo con dotazioni simili a quelle del Next Generation EU. Questo per garantire una transizione non solo ecologicamente sostenibile, ma anche socialmente equa. Inoltre, si sollecita il Governo italiano a fare la propria parte, destinando risorse adeguate per il rilancio del settore automobilistico e del suo indotto. Le uniche novità a livello europeo finora riguardano la rimodulazione delle sanzioni sulle emissioni di CO2 previste per il 2025; sebbene considerate positive, queste misure non sono ritenute sufficienti a contenere le attuali ricadute industriali e occupazionali.

La crisi della produzione in Stellantis Italia è un segnale preoccupante per l'intera industria automobilistica e l'economia del paese. La forte diminuzione dei volumi produttivi, come evidenziato dal rapporto Fim-Cisl, richiede risposte immediate e coordinate. È fondamentale che le istituzioni europee e nazionali collaborino per implementare politiche di sostegno mirate e per investire nella transizione del settore, assicurando così la stabilità occupazionale e la competitività dell'industria automobilistica italiana nel lungo termine.