In un contesto geopolitico in continua evoluzione e caratterizzato da tensioni crescenti, le aziende italiane si trovano di fronte alla necessità di ridefinire le proprie strategie di crescita. L'evento \"Idee per la crescita\", frutto della collaborazione tra SDA Bocconi e Affari&Finanza, ha messo in luce come, nonostante l'incertezza macroeconomica, la domanda di finanza rimanga elevata. Si è evidenziato che i mercati dei capitali continuano a essere ricettivi, in particolare per quanto riguarda il debito, che si conferma un motore fondamentale per lo sviluppo e le acquisizioni. Al contrario, il mercato azionario, dominato da grandi attori globali, risulta meno attraente per le piccole e medie imprese italiane, le quali spesso optano per il delisting. In questo quadro, il direct lending, il private equity e il private debt emergono come soluzioni finanziarie alternative sempre più vitali, offrendo flessibilità e supporto alle imprese che faticano a trovare risposte nel sistema bancario tradizionale. Il ruolo dei capitali privati e della finanza agevolata è cruciale per sostenere la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, consentendo loro di affrontare con successo le sfide globali attraverso una gestione strategica dei rischi.
L'Evoluzione delle Strategie Finanziarie Italiane nel Contesto Globale: Un Dialogo tra Esperti di KPMG e JP Morgan
Il 6 ottobre 2025, un'importante discussione nell'ambito di \"Idee per la crescita\", iniziativa congiunta di SDA Bocconi e Affari&Finanza, ha riunito esperti di finanza aziendale per esaminare le sfide e le opportunità che attendono le imprese italiane in un panorama geopolitico in costante mutamento. Questo terzo appuntamento del ciclo di dialoghi, focalizzato sulla finanza aziendale, ha visto protagonisti Massimo Ferrini Bronzoni, Partner di KPMG e Head of Debt Advisory, e Marco Mariano, Head of Midcap Global Corporate Banking in Italia di JP Morgan. Il dibattito, moderato da Walter Galbiati, vicedirettore de La Repubblica, ha evidenziato come le aziende italiane siano chiamate a ripensare profondamente le proprie strategie di crescita.
Mariano ha sottolineato che, nonostante il quadro macroeconomico incerto, i mercati dei capitali hanno mantenuto una notevole apertura e reattività, con una propensione al rischio che ha stimolato nuove iniziative di indebitamento, specialmente per operazioni di sviluppo e acquisizione. Ferrini Bronzoni ha aggiunto che l'attuale scenario, sebbene sfidante, presenta anche numerose opportunità, e il debito rimane una leva cruciale per la crescita. Tuttavia, il mercato azionario è percepito come meno attraente per le piccole imprese italiane, a causa della predominanza di grandi player globali e della conseguente scarsità di IPO, che spesso spinge le aziende al delisting.
In questo scenario, si è osservata una crescente predilezione per forme di finanziamento alternative, come il direct lending e le soluzioni di finanza strutturata. Queste opzioni sono particolarmente ricercate dalle aziende di medie dimensioni, che faticano ad accedere al credito bancario tradizionale a causa di criteri di rating sempre più stringenti. La borsa italiana, in particolare, soffre di una carenza cronica di liquidità e di una scarsa propensione degli investitori istituzionali a sostenere le PMI, inducendo molte di esse a ritirarsi dal mercato per evitare la pressione dei risultati trimestrali e la volatilità.
Il tema delle fusioni e acquisizioni (M&A) è emerso come un elemento cruciale. Ferrini Bronzoni ha rivelato che nei primi sei mesi del 2025 il mercato M&A ha registrato 664 operazioni per un valore complessivo di 30 miliardi di euro, sebbene con una riduzione delle dimensioni medie dei singoli affari. Mariano ha evidenziato l'impulso decisivo dei fondi di private equity, in particolare nel segmento mid cap, che si sono distinti per la loro dinamicità nello scoprire eccellenze imprenditoriali e nel favorire delisting strategici attraverso strutture operative sempre più complesse.
Il private equity è stato descritto non solo come fonte di finanziamento, ma anche come un vero catalizzatore di crescita, capace di stimolare l'espansione e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Accanto ad esso, il private debt si è affermato come un'asset class sempre più significativa. Ferrini Bronzoni ha ricordato che nel 2024 il private debt ha raggiunto livelli record, con una raccolta di 1,36 miliardi di euro (+13%) e investimenti per 4,96 miliardi (+53%), finanziando 168 imprese (+14%). Mariano ha evidenziato la flessibilità di questo strumento, che consente di affrontare profili di rischio più elevati con scadenze più lunghe e strutture complesse, offrendo benefici in termini di rapidità, diversificazione e stabilità.
Infine, la finanza agevolata continua a rivestire un ruolo fondamentale. Ferrini Bronzoni ha stimato che nel 2024 le risorse agevolate abbiano superato i 290 miliardi di euro, equivalenti a circa il 6% del PIL, rappresentando un canale vitale di fondi europei e nazionali che, tramite garanzie pubbliche, facilitano l'accesso al credito bancario per le imprese. Mariano ha concluso che la finanza aziendale, in questo contesto, trascende il suo ruolo tecnico per diventare una leva strategica indispensabile. Le imprese italiane che sapranno mappare e gestire i rischi con strumenti adeguati saranno le meglio posizionate per affrontare con successo le sfide della crescita internazionale.
Questo incontro ha offerto una prospettiva illuminante sulla resilienza e l'adattabilità delle imprese italiane. La capacità di integrare strumenti finanziari innovativi e di sfruttare le opportunità offerte dai capitali privati e dalla finanza agevolata è fondamentale. È un monito per gli imprenditori a non fermarsi davanti alle incertezze globali, ma a vederle come stimoli per reinventare e rafforzare le proprie strategie, promuovendo una crescita sostenibile e orientata al futuro.
