Nell'attuale panorama finanziario italiano, le strategie di gestione patrimoniale per la popolazione over 65 rivestono un'importanza cruciale, considerando che questa fascia demografica detiene una quota preponderante degli asset gestiti dal settore del private banking. L'allungamento della vita media impone una riconsiderazione delle tradizionali logiche di investimento, spostando l'attenzione dal mero rendimento alla protezione del capitale accumulato, alla pianificazione successoria e a una gestione lungimirante del patrimonio. Nonostante la crescente consapevolezza delle sfide economiche legate a una vita più lunga, come l'insufficiente copertura pensionistica pubblica, una parte significativa delle famiglie italiane mostra ancora una certa inerzia nell'adottare misure concrete di pianificazione finanziaria, rendendo indispensabile il ruolo della consulenza specializzata nel guidare queste scelte complesse.
Antonella Massari, segretario generale dell'Associazione Italiana Private Banking (AIPB), ha messo in luce l'importanza di un approccio che vada oltre la semplice ricerca di profitto per gli investitori con più di 65 anni. La sua analisi rivela come, per questa categoria di clienti, l'obiettivo primario diventi la salvaguardia del valore economico già costruito, unitamente alla progettazione di un futuro sereno e a una transizione patrimoniale ordinata tra le generazioni. Questo shift di paradigma è strettamente legato all'aumento dell'aspettativa di vita, un fattore che, pur essendo generalmente positivo, introduce nuove complessità nella gestione finanziaria personale, spesso sottovalutate dagli stessi interessati.
Un'indagine condotta da AIPB in collaborazione con KPMG ha fornito dati significativi sulla propensione alla pianificazione finanziaria tra le famiglie private. Emerge che soltanto un esiguo 20% ha implementato soluzioni strutturate per la gestione del proprio patrimonio, mentre ben il 60% si dimostra ancora scarsamente o per nulla preoccupato dagli impatti economici derivanti da una vita più lunga. Ciò contrasta con la diffusa consapevolezza (57% delle famiglie) che la pensione statale non sarà sufficiente a mantenere il proprio tenore di vita. Per compensare questo deficit, le principali soluzioni individuate includono gli investimenti personali (58%), altre fonti di reddito (48%) e la previdenza complementare (39%).
Nonostante questa crescente consapevolezza, si osserva una notevole passività nell'adozione di contromisure efficaci. Massari ha sottolineato come il divario tra intenzione e azione richieda un intervento consulenziale mirato, capace di trasformare le preoccupazioni in strategie finanziarie concrete e sostenibili nel tempo. Un esempio lampante di questa inerzia si riscontra nella scarsa consapevolezza previdenziale delle fasce d'età che si avvicinano alla pensione: tra i 45 e i 50 anni, solo il 9% è cosciente che la pensione ammonterà a circa il 46% dell'ultima retribuzione. Sebbene il 58% consideri gli investimenti personali uno strumento valido per integrare il reddito futuro, la disponibilità ad avviare piani con orizzonti temporali estesi rimane bassa (solo il 15% tra gli under 45 e il 22% tra i 45-50enni).
Per affrontare queste sfide, i private banker stanno proponendo soluzioni basate su tre pilastri fondamentali: incremento della protezione degli investimenti attraverso strumenti previdenziali complementari e prodotti assicurativi; miglioramento della diversificazione del portafoglio; e estensione dell'orizzonte temporale degli investimenti tramite una pianificazione che tenga conto di obiettivi di vita multipli. Questo approccio si traduce in una "logica goal-based", dove le scelte finanziarie sono allineate agli obiettivi personali e possono prevedere aggiustamenti dinamici nel tempo. Si parte con una maggiore esposizione all'azionario, adeguata alle fasi iniziali di accumulo patrimoniale, per poi ridurre progressivamente il rischio man mano che l'età avanza. Per gestire efficacemente il rischio di longevità, è sempre più consigliato esplorare asset al di fuori dei mercati tradizionali, integrando strumenti alternativi come i mercati privati e il private debt. Questi, sebbene meno liquidi, offrono una maggiore stabilità nel lungo periodo e contribuiscono in modo significativo alla resilienza complessiva del portafoglio, allineando le decisioni finanziarie alla durata effettiva della vita.
Le strategie finanziarie per i clienti con più di 65 anni devono quindi evolvere da un focus sui singoli prodotti a un approccio olistico, orientato agli obiettivi di vita e alla longevità, integrando protezioni, diversificazione e orizzonti temporali ampi per affrontare le sfide economiche future.
