Il nuovo capitolo della saga di Tron, intitolato “Tron: Ares”, ha suscitato grande attesa e ha offerto l'occasione agli attori Gillian Anderson ed Evan Peters di esprimere le proprie opinioni su temi cruciali come l'intelligenza artificiale e l'influenza dei magnati tecnologici. Il film, che vede i due interpreti nei ruoli di antagonisti, è un'esplorazione delle dinamiche di potere e delle implicazioni etiche legate all'avanzamento tecnologico. Gli attori hanno condiviso le loro esperienze sul set, la costruzione dei personaggi e le riflessioni personali sul futuro, evidenziando il loro entusiasmo per il progetto e le preoccupazioni condivise riguardo al controllo dell'IA.
Nel contesto di “Tron: Ares”, Evan Peters assume il ruolo del CEO di un'azienda all'avanguardia nell'applicazione dell'intelligenza artificiale in ambito militare, mentre Gillian Anderson interpreta sua madre, figura chiave nella fondazione del gruppo. Durante l'incontro con la stampa, Anderson ha rivelato di non aver seguito il predecessore “Tron Legacy”, ma di aver apprezzato il film originale, mostrando curiosità per le nuove possibilità offerte dagli effetti visivi contemporanei. Peters, al contrario, si è sentito più vicino al secondo capitolo, non essendo ancora nato all'uscita del primo film nel 1982.
Evan Peters ha approfondito la caratterizzazione del suo personaggio, Julian, sottolineando l'importanza del legame con la figura paterna fittizia, Dillinger Sr., e la sua interazione con il Master Control Program del “Tron” originale. Ha evidenziato come la relazione con la madre, interpretata da Anderson, aggiunga una dimensione di realismo e complessità, poiché Julian cerca costantemente la sua approvazione. Riguardo alla sua tendenza a interpretare ruoli di villain, Peters ha ironizzato, affermando di accettare personaggi diversi, anche se i ruoli negativi tendono a essere più memorabili. Gillian Anderson, nel descrivere il suo personaggio, Elizabeth, ha espresso il timore per il futuro e per la “salute mentale” del figlio, unendo a questa preoccupazione quella per l'impatto delle sue azioni sul destino dell'azienda. Ha scherzato sulla sua capacità di immedesimarsi, dato che nella vita reale non ha figli coinvolti in progetti militari segreti, ma ha riconosciuto la sfida di lasciare che i propri figli seguano i propri sogni, anche quando ciò può generare ansia.
La trama di “Tron: Ares” ruota attorno all'IA Ares, ideata da Dillinger come soldato supremo, ma che inaspettatamente sviluppa una visione della tecnologia al servizio dell'umanità. Il film affronta temi attuali, in un periodo in cui il dibattito sull'IA è più acceso che mai, anche in seguito alla presentazione di Tilly Norwood, la prima attrice virtuale di Hollywood. Gillian Anderson ha espresso un cauto ottimismo, riconoscendo i progressi dell'IA in settori come la scienza e la medicina, ma ha anche sottolineato la necessità di una discussione seria su regolamentazioni e protezioni. Ha ammesso di non poter commentare Tilly Norwood in quanto non l'ha ancora vista, ma ha espresso la speranza che la recitazione umana mantenga la sua importanza. Peters ha suggerito ironicamente una carriera da “fashionista” per Anderson in caso di cambiamenti nel settore, a cui lei ha risposto con umorismo “anche barista”. Entrambi gli attori hanno concordato sul fatto che la vera minaccia non sia l'IA in sé, ma piuttosto i miliardari che la controllano, un messaggio che rappresenta la morale centrale del film.
L'esperienza sul set di “Tron: Ares” è stata significativa per entrambi gli attori, che hanno lavorato a un progetto di vasta portata. Gillian Anderson ha descritto la sensazione di trovarsi su un set con un budget così elevato come quella di una “bambina in un negozio di dolci”, riferendosi in particolare agli schermi semicircolari all'avanguardia che riproducevano ambientazioni in tempo reale. Evan Peters ha elogiato le sequenze d'azione, la colonna sonora dei Nine Inch Nails e, soprattutto, l'impegno di Jared Leto, anche come produttore, nel progetto. Ha ammirato la sua attenzione ai dettagli e la sua capacità di improvvisazione, elementi che hanno contribuito a creare un ambiente di lavoro stimolante. Nonostante il tempo limitato per prepararsi insieme alle scene, Anderson ha sottolineato la versatilità richiesta nella recitazione, affermando che gli attori devono essere pronti ad affrontare qualsiasi eventualità sul set. Alla domanda sulla nostalgia del suo ruolo di Scully in “X-Files”, Anderson ha risposto con fermezza che, dopo aver interpretato il personaggio per così tanto tempo e averlo rivisitato, sentiva di aver detto tutto ciò che c'era da dire, non avendo più nulla da aggiungere.
