Finanza

Un Nuovo Impulso per il Reddito di Libertà

Il servizio INPS ha ripreso l'accettazione delle richieste per il Reddito di Libertà, un sussidio economico pensato per sostenere le donne vittime di violenza che intraprendono percorsi verso l'autonomia abitativa. Con dieci milioni di euro allocati annualmente fino al 2026, il contributo è gestito tramite i Comuni e richiede l'attestazione di bisogno da parte dei servizi sociali competenti.

I criteri di eleggibilità includono la residenza in Italia e lo status legale appropriato, con particolare attenzione alle straniere rifugiate o con protezione sussidiaria. Il reddito fornisce una somma mensile massima di 500 euro per dodici mesi, erogati in soluzione unica. Le domande verranno valutate in ordine cronologico e in base alle risorse disponibili a livello regionale.

Le Modalità di Accesso al Sussidio

Per accedere al Reddito di Libertà, le richieste devono essere presentate attraverso i Comuni, indipendentemente dalla residenza o domicilio della richiedente. Il modulo SR208 è obbligatorio e deve essere compilato insieme all'attestato del centro antiviolenza e del servizio sociale che confermano il percorso di emancipazione intrapreso dalla donna. L'iniziativa è destinata a chiunque sia vittima di violenza, con o senza figli, residente legalmente in Italia.

La circolare INPS del marzo scorso chiarisce che il contributo è aperto a cittadine italiane e straniere con status legale riconosciuto. Tra i documenti ammessi vi sono permessi di soggiorno UE, carte per familiari extracomunitari di cittadini dell'Unione europea, ricevute di richiesta di permesso e permessi per protezione speciale. Le straniere con status di rifugiata o protezione sussidiaria godono degli stessi diritti delle italiane. Per completare il processo, è necessario dimostrare uno stato di bisogno collegato a situazioni straordinarie o urgenti, attestato dal servizio sociale competente.

Funzionamento e Criteri di Assegnazione

Il contributo viene erogato in una sola soluzione annuale, con un importo massimo di 500 euro mensili per ciascuna beneficiaria, per un totale di dodici mesi. Le domande presentate nel 2025, comprese quelle ripresentate entro la scadenza del 18 aprile, avranno priorità e resteranno valide fino alla fine dell'anno. Nel caso di mancata accettazione, sarà possibile presentare una nuova richiesta a partire dal primo gennaio 2026, sempre entro i limiti delle risorse trasferite all'INPS.

Gli istituti comunali possono monitorare gli esiti delle richieste attraverso una sezione dedicata nel portale "Trasmissione domande, istruzioni e software delle prestazioni sociali". La selezione delle candidature si basa sull'ordine cronologico di presentazione e sulle risorse regionali disponibili. Questo meccanismo assicura equità e trasparenza nella distribuzione del sostegno finanziario, garantendo alle donne in difficoltà un aiuto fondamentale per costruire una nuova autonomia economica e personale.