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Zvanì: Il Ritratto di un Pascoli Inatteso, Umano e Pacifista

Il nuovo film di Giuseppe Piccioni, intitolato \"Zvanì - Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli\", in uscita nelle sale cinematografiche il 2 ottobre grazie a Academy Two, offre una prospettiva inedita e sorprendente sulla figura del celebre poeta italiano. L'opera si propone di superare l'immagine tradizionale di un Pascoli malinconico e legato unicamente alla poetica del \"fanciullino\", rivelando invece un uomo complesso, profondamente umano, attuale e animato da un forte spirito pacifista. Attraverso un'intervista con il regista, emerge il desiderio di esplorare le sfaccettature meno note della vita del poeta, concentrandosi in particolare sui suoi legami familiari e sul suo percorso personale, caratterizzato da dolori ma anche da una straordinaria capacità di resilienza e di reinventarsi.

Il lungometraggio di Piccioni, frutto della sceneggiatura di Sandro Petraglia, alterna la giovinezza del poeta, i suoi ideali e il tentativo di ricostruire un \"nido\" familiare, con il viaggio del suo feretro da Bologna a Castelvecchio, tre giorni dopo la sua scomparsa. Questa dualità temporale consente di mettere in luce non solo la sofferenza intrinseca alla sua esistenza, ma anche la sua immensa cultura e la sua inesauribile forza creativa. Il regista sottolinea come il dolore, spesso considerato una componente essenziale per la creazione artistica, in Pascoli si sia combinato con una vasta conoscenza del latino e una disciplina ferrea, consentendogli di progettare e di reinventarsi costantemente, nonostante le difficoltà personali e l'inclinazione all'alcolismo.

Piccioni ha avuto l'opportunità di approfondire la figura di Pascoli, riconoscendo la sua mutevolezza e le sue apparenti contraddizioni, che lo rendono un artista sempre attuale. L'approccio del film, secondo il regista, si concentra sul rapporto del poeta con le sue sorelle, offrendo un punto di vista specifico che trasfigura la narrazione tradizionale. Viene enfatizzata la sua gioventù vivace, il suo senso dell'amicizia e la sua propensione a interrogarsi sul mondo e a desiderare un cambiamento. Piccioni esprime il desiderio che i giovani spettatori possano trovare dei punti di contatto con il Pascoli ritratto nel film, abbandonando l'immagine di un poeta unicamente lacrimoso e scoprendo invece la sua natura di pensatore impegnato e anticipatore di un'epoca tumultuosa.

Un aspetto distintivo della regia è la convivenza tra realismo e onirismo, evidente nel viaggio in treno, che assume connotazioni sospese nel tempo, unendo passato e presente in un clima di sogno. Questa scelta stilistica permette di esprimere, attraverso il linguaggio cinematografico, la lotta di Pascoli contro il destino avverso, la sua incessante ricerca di giustizia per la morte del padre e il suo profondo pacifismo, evidenziato dalla sua opposizione alla pena di morte e all'ergastolo. Il treno diventa così un luogo di apparizioni e interferenze con l'aldilà, rispecchiando l'idea che le sue poesie fossero quasi delle \"sedute spiritiche\", in cui il poeta dialogava con i defunti.

La performance di Federico Cesari, che interpreta Pascoli, è stata elogiata dal regista per la sua capacità di incarnare sia il giovane impulsivo e allegro, sia il professore maturo, arricchendo il personaggio con una profonda umanità. Piccioni ha sottolineato come Cesari abbia saputo superare l'immagine consolidata del poeta anziano, dando vita a un Pascoli giovane e attraente, come testimoniato dai racconti dell'epoca. Anche Benedetta Porcaroli e Liliana Bottone, nei ruoli delle sorelle, hanno contribuito con coraggio e modernità, evitando la retorica tipica dei film in costume. La partecipazione di attori più esperti, come Margherita Buy e Fausto Paravidino, ha arricchito ulteriormente il cast, offrendo un importante contributo all'opera. L'intervista rivela un regista entusiasta del lavoro svolto con un gruppo eterogeneo di attori, creando un'atmosfera collaborativa e stimolante sul set.

Il film si discosta dalle rappresentazioni convenzionali del poeta, invitando il pubblico a riscoprire una figura più complessa e affascinante, un uomo che, nonostante le sue ferite interiori e il suo impegno nel cercare giustizia, si è sempre ostinato a creare arte, a progettare e a reinventarsi. \"Zvanì\" offre uno sguardo intimo e rivelatore su Giovanni Pascoli, presentandolo non solo come un genio letterario, ma anche come un individuo profondamente legato ai suoi affetti, un pacifista convinto e un pensatore che ha saputo cogliere l'essenza dell'esperienza umana, rendendo la sua opera eterna e senza tempo.