Finanza

Dazi e Rinnovabili: Un Futuro Energetico Incerto tra Protezionismo e Progresso Tecnologico

Le crescenti frizioni economiche a livello internazionale rischiano di incidere negativamente sulla diffusione delle tecnologie energetiche pulite, in particolare il solare e i sistemi di stoccaggio, nei mercati occidentali. Un recente studio condotto da McKinsey evidenzia come l'imposizione di nuove tariffe doganali sui prodotti provenienti dalla Cina e da altri paesi possa ridurre l'installazione di impianti fotovoltaici e batterie in Europa e negli Stati Uniti. Secondo le proiezioni più pessimistiche, che prevedono dazi fino al 60% sulle importazioni cinesi negli USA e al 47,7% in Europa, il calo potrebbe raggiungere il 9% per il solare americano, il 7% per quello europeo, e addirittura il 10% per i sistemi di accumulo europei entro il 2035. Questo scenario delineerebbe un percorso più arduo per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Malgrado le barriere commerciali, la spinta verso un futuro energetico più verde non si fermerà del tutto. La notevole diminuzione dei prezzi delle tecnologie rinnovabili registrata tra il 2022 e il 2023, come sottolineato da McKinsey, offre un margine di resilienza. Si prevede infatti una crescita significativa della capacità fotovoltaica installata, che potrebbe superare il doppio dei livelli attuali, anche in presenza di tariffe. In uno scenario intermedio, l'Unione Europea potrebbe raggiungere 750 GW di capacità solare entro il 2035, mentre gli Stati Uniti si attesterebbero a 553 GW. Per quanto riguarda l'accumulo energetico, l'Europa è ben posizionata per espandere la propria capacità di cinque volte nei prossimi dieci anni, grazie a una filiera di approvvigionamento delle materie prime (come litio e cobalto) più distribuita a livello globale, includendo anche l'America Latina, l'Africa e l'Australia, diversificando così la dipendenza dalla Cina rispetto al settore fotovoltaico.

In definitiva, l'introduzione di dazi, pur non compromettendo irrimediabilmente la transizione ecologica, ne aumenterà i costi e l'incertezza, rallentando il ritmo di adozione delle energie pulite. Tuttavia, la resilienza del settore e l'innovazione tecnologica continueranno a spingere verso un futuro energetico più sostenibile. È fondamentale che le politiche globali supportino questa transizione, promuovendo la collaborazione e l'innovazione, anziché ostacolarle con misure protezionistiche. La cooperazione internazionale e la ricerca di soluzioni condivise sono essenziali per accelerare il passaggio a un'economia a basse emissioni, garantendo un ambiente più sano e un futuro prospero per tutti, superando gli ostacoli con determinazione e lungimiranza.