Il mercato degli affitti in Italia sta vivendo una fase di profonda tensione, con milioni di cittadini alle prese con un fenomeno sempre più diffuso: il cosiddetto 'rent gap'. Questa espressione, che indica la notevole discrepanza tra i canoni di locazione richiesti dai proprietari e la capacità di spesa degli inquilini, sta generando un livello di stress significativo. Una recente indagine condotta dalla piattaforma di affitti online HousingAnywhere, che ha coinvolto un ampio campione di utenti in diversi paesi europei, ha messo in luce le difficoltà che gli italiani incontrano nel trovare una sistemazione adeguata, costringendoli a mettere in atto strategie inusuali per affrontare questa sfida.
Il termine 'rent gap' descrive la situazione in cui il costo degli affitti supera di gran lunga il budget che le persone possono effettivamente dedicare all'abitazione. Questo squilibrio è particolarmente evidente nelle grandi città italiane, come Milano e Roma, dove la domanda di alloggi è elevata e l'offerta non riesce a soddisfarla in modo adeguato. L'indagine di HousingAnywhere, condotta nel giugno del 2025 su 3.190 utenti in Germania, Paesi Bassi, Spagna e Italia (di cui 620 italiani), ha rivelato dati preoccupanti riguardo a questa problematica.
A Milano, ad esempio, un appartamento arredato ha un costo medio di affitto di 1.800 euro mensili, ma il budget medio disponibile per i potenziali inquilini si attesta a soli 1.415 euro. Una situazione analoga si registra a Roma, dove il canone richiesto raggiunge i 2.000 euro al mese, mentre gli inquilini sono in grado di offrire, in media, non più di 1.500 euro. Questa notevole differenza genera un senso di frustrazione e incertezza, che si traduce in un elevato livello di stress, interessando ben il 72,6% delle persone che cercano un alloggio in affitto.
Per aumentare le proprie probabilità di successo in un mercato così competitivo, molti inquilini sono costretti ad adottare strategie alternative. L'indagine ha evidenziato che il 17% dei locatari (effettivi o potenziali), nella fascia d'età tra i 30 e i 34 anni, dissimula il proprio stato civile, presentandosi come coppia anche se single. Questa tattica mira a trasmettere un'immagine di maggiore stabilità e affidabilità ai proprietari. Un ulteriore 12% del campione, invece, rinuncia alla località inizialmente desiderata, ampliando la ricerca a città alternative o a zone periferiche, pur di trovare una sistemazione che rientri nel proprio budget. Il 78% degli intervistati si concentra su un'unica destinazione, mentre il restante 10% considera più opzioni contemporaneamente.
Luca Contella, responsabile Sud Europa di HousingAnywhere, ha commentato questi dati, sottolineando come l'atto di presentarsi in coppia sia un tentativo degli inquilini di infondere fiducia nei proprietari, suggerendo una maggiore stabilità finanziaria e personale. Allo stesso modo, l'apertura alla ricerca in città meno centrali o in periferia è una strategia per ottenere spazi più ampi a parità di costo. Tuttavia, Contella ha evidenziato l'importanza che queste aree alternative siano ben connesse e dotate di tutti i servizi essenziali, affinché la qualità della vita degli inquilini non venga compromessa.
La pressione derivante dal 'rent gap' sta plasmando non solo le decisioni abitative degli italiani, ma anche il loro benessere psicologico. L'alto tasso di stress registrato evidenzia la necessità di affrontare questa problematica attraverso politiche abitative mirate e un'espansione dell'offerta di alloggi a prezzi accessibili, per garantire a tutti il diritto a una casa dignitosa senza dover ricorrere a compromessi o sacrifici eccessivi.
