Finanza

Europa: Necessari 3.500 Miliardi di Dollari per Evitare una Crisi Energetica e Ammodernare le Reti Elettriche Entro il 2035

Dopo quindici anni di costante riduzione, la domanda di energia elettrica in Europa è proiettata verso un'importante crescita. Questo cambiamento è alimentato dall'ampia diffusione dell'elettrificazione in vari settori, dall'espansione dei veicoli elettrici e dalla rapida ascesa dei data center. Per far fronte a questa nuova esigenza e prevenire una potenziale crisi energetica, Goldman Sachs Research prevede la necessità di circa 3.500 miliardi di dollari (equivalenti a 3.000 miliardi di euro) in investimenti nel prossimo decennio. Una quota significativa di questi fondi sarà destinata all'aggiornamento delle infrastrutture elettriche esistenti, molte delle quali obsolete, e al potenziamento delle capacità di generazione di energia. Questa imponente iniezione di capitali è destinata a stimolare una notevole espansione in ogni segmento del settore elettrico, generando maggiori investimenti e incrementando i margini di profitto, come evidenziato da Alberto Gandolfi, responsabile del team utility europeo di Goldman Sachs Research.

Negli ultimi quindici anni, tra il 2008 e il 2024, la richiesta di elettricità nel continente europeo ha registrato un decremento del 7%, influenzato da eventi globali come la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia di Covid-19. Il settore industriale, in particolare, ha subito il calo più netto, con consumi cumulati quasi dell'8% dal 1990. Tuttavia, il panorama è in mutamento. Gli analisti prevedono una crescita annuale dei consumi tra l'1,5% e il 2% a partire dal 2026. Questo incremento è attribuibile a una molteplicità di fattori: l'elettrificazione crescente di fabbriche, abitazioni e sistemi di trasporto, il raggiungimento di un limite nelle misure di efficienza energetica, l'esplosione dei data center e la crescente adozione di sistemi di condizionamento. Parallelamente, il settore della generazione elettrica sta vivendo una trasformazione radicale. Si prevede che entro il 2030, circa il 75% della capacità installata deriverà da fonti rinnovabili, un aumento significativo rispetto al 45% di dieci anni fa e al 65% attuale. Sebbene questa transizione favorisca l'autosufficienza europea e la riduzione delle emissioni di CO2, rende anche il sistema elettrico più suscettibile a fluttuazioni, data la sua maggiore dipendenza da fonti legate alle condizioni meteorologiche come eolico, solare e idroelettrico, sottolinea Gandolfi. Senza adeguate misure di supporto, come batterie, centrali a gas e un potenziamento delle reti, la sicurezza complessiva del sistema potrebbe essere compromessa.

La problematica infrastrutturale emerge come aspetto cruciale. In molte nazioni europee, le infrastrutture di rete, che spesso vantano tra i 40 e i 50 anni di vita, richiedono una completa riprogettazione per adattarsi alla generazione distribuita e all'evoluzione delle esigenze dei consumatori. Gli esperti avvertono che, entro il 2029, i mercati elettrici europei potrebbero trovarsi in una situazione di deficit, con i margini di riserva — ovvero la differenza tra la capacità disponibile e i picchi di domanda — prossimi allo zero. Per scongiurare questo scenario, sarà necessario un investimento compreso tra 2 e 3 trilioni di euro nell'arco di un decennio, una cifra ben superiore ai 1,4 trilioni spesi nel decennio precedente, con un aumento stimato tra il 60% e il 100%.

Le sole infrastrutture di trasmissione e distribuzione richiederanno fino a 1,4 trilioni di euro, con un impegno analogo previsto per la generazione. Questa prospettiva, secondo Goldman Sachs, creerà ampie opportunità lungo l'intera filiera, con alcune aziende che potrebbero registrare un aumento dei profitti tra il 9% e l'11% annuo tra il 2025 e il 2030. Gandolfi conclude che, nonostante le sfide logistiche, di approvvigionamento, autorizzative, finanziarie e di sostenibilità economica associate a questa accelerazione degli investimenti, il costo dell'inazione per l'Europa sarebbe ben più elevato.

In conclusione, l'Europa si trova di fronte a una svolta epocale nel settore energetico. Dopo un periodo di declino della domanda elettrica, l'avanzamento tecnologico e le nuove abitudini di consumo stanno spingendo verso un'era di crescente fabbisogno energetico. La necessità di ingenti investimenti per modernizzare e potenziare le infrastrutture è ineludibile, non solo per soddisfare la crescente domanda, ma anche per garantire la stabilità e la sicurezza di un sistema energetico sempre più dipendente dalle fonti rinnovabili. Le previsioni di Goldman Sachs Research indicano una trasformazione profonda che, sebbene presenti notevoli sfide, promette anche significative opportunità di crescita e un rafforzamento dell'autonomia energetica del continente.