Fibercop, la società controllata da Kkr e partecipata al 16% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), ha formalmente presentato un esposto alla Commissione Europea. L'azienda ha stimato che la rivale Open Fiber avrebbe ricevuto circa 4,5 miliardi di euro in presunti aiuti di Stato. Questa azione segue un preavviso inviato al governo italiano lo scorso giugno, nel quale Fibercop aveva manifestato l'intenzione di segnalare alla Commissione un contributo pubblico di 660 milioni di euro destinato a Open Fiber per il riequilibrio delle concessioni nelle cosiddette 'aree bianche'.
La segnalazione di Fibercop alla Commissione Europea mira a evidenziare quelle che l'azienda considera circostanze capaci di alterare la sana competizione nel mercato delle infrastrutture di rete. Il contesto in cui operano le due società è fortemente regolamentato, e Fibercop ha dichiarato di agire a tutela dei propri stakeholder e per garantire un equilibrio competitivo. La questione verte inizialmente su un importo di 660 milioni di euro, ma l'indagine richiesta all'UE dovrà verificare l'entità complessiva dei presunti aiuti, che, secondo le stime di Fibercop, potrebbero raggiungere i 4,5 miliardi di euro, includendo vari contributi e benefici.
Questa iniziativa legale e regolatoria di Fibercop sottolinea l'importanza di un quadro competitivo equo e trasparente nel settore delle telecomunicazioni. Le accuse di aiuti di Stato a favore di un concorrente sollevano questioni fondamentali riguardo alla lealtà del mercato e alla necessità di garantire che tutti gli operatori possano competere su un piano di parità. L'intervento della Commissione Europea sarà cruciale per accertare la veridicità delle accuse e, se necessario, ripristinare le condizioni di un mercato libero e non distorto da indebiti vantaggi.
