Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sollevato un'importante questione riguardo alla situazione lavorativa in Italia, evidenziando una crescente disparità tra i salari bassi dei lavoratori e le alte retribuzioni dei manager. Nel contesto dell'approvazione della manovra economica, Mattarella ha espresso il suo allarme per la qualità del lavoro nel Paese, denunciando la proliferazione di \"contratti pirata\" e gli squilibri nelle retribuzioni. Ha richiamato l'attenzione delle parti sociali e delle istituzioni sulla necessità di intervenire per porre rimedio a queste disuguaglianze, che spingono molte famiglie sotto la soglia di povertà, nonostante la presenza di almeno un lavoratore al loro interno, mentre figure dirigenziali godono di compensi esponenzialmente più elevati.
Dopo l'emergenza sanitaria, si è registrato un miglioramento nei risultati aziendali, con benefici per gli azionisti e robusti premi per alcuni dirigenti, ma questo non si è tradotto in un aumento dei salari reali per i lavoratori, che hanno visto il loro potere d'acquisto stagnare di fronte all'aumento del costo della vita. Questa constatazione si pone in contrasto con le celebrazioni governative sulla crescita dell'occupazione, suggerendo la necessità di un'analisi più approfondita sulla natura e la qualità dei posti di lavoro creati.
Il messaggio è stato veicolato durante la cerimonia di conferimento delle Stelle al merito del lavoro al Quirinale. Pur riconoscendo una tendenza positiva nell'occupazione, che testimonia una \"società italiana in movimento\", il Presidente ha sottolineato come il lavoro sia spesso caratterizzato da precarietà, basse retribuzioni e incertezza. Ha enfatizzato l'urgenza di migliorare la qualità del lavoro per rispondere ai valori della convivenza civile, avvertendo che un lavoro di scarsa qualità può minare il tessuto sociale.
Tra le problematiche evidenziate, Mattarella ha citato i \"contratti pirata\", come rilevato da una recente indagine di Confcommercio. Questi contratti, spesso siglati da rappresentanze sindacali e datoriali poco rappresentative, generano un \"dumping contrattuale\" che si traduce in una riduzione dei diritti, delle tutele e dei livelli salariali dei lavoratori, oltre a creare una concorrenza sleale tra le imprese.
Il Presidente ha affermato che il lavoro richiede \"un'etica civile\" ed è, al contempo, un diritto e un dovere. Ha riconosciuto i rapidi cambiamenti nel mondo del lavoro e la necessità di adattarvisi, ma ha lamentato la frammentazione dell'\"unità del lavoro\", con diverse velocità tra categorie e generazioni, e tra cittadini italiani e stranieri. Ha denunciato l'esistenza di \"piani alti\" con lavoro prestigioso e ben retribuito e \"piani bassi\" caratterizzati da precarietà indesiderata, che sconfina talvolta nello sfruttamento.
Mattarella ha ammesso l'assenza di soluzioni semplici, dato che il mondo del lavoro è influenzato da mercati sempre più interdipendenti. Tuttavia, ha ribadito l'obiettivo della piena occupazione e il rispetto dell'articolo 36 della Costituzione, che garantisce a ogni lavoratore una retribuzione proporzionata e sufficiente per assicurare \"un'esistenza libera e dignitosa\" a sé e alla propria famiglia.
Questa realtà è ben lontana dall'attuale scenario. Il Presidente ha ricordato i dati dell'Organizzazione internazionale del lavoro, che certificano una diminuzione significativa della quota di reddito da lavoro sul PIL a livello globale tra il 2014 e il 2024. Non è mancata una critica all'evasione fiscale, sottolineando come siano le entrate fiscali dei dipendenti pubblici e privati, e dei pensionati, a fornire il maggior volume di risorse allo Stato attraverso le imposte.
In conclusione, dal Quirinale sono giunte due raccomandazioni: una al governo e una agli imprenditori. È fondamentale ricomporre le fratture e ridurre le disuguaglianze nel mondo del lavoro, un processo che richiede una maggiore consapevolezza e un impegno culturale costante. La mancata risoluzione di queste problematiche, ha avvertito Mattarella, mette a rischio la \"coesione sociale\" del Paese.
