In un momento storico in cui l'Italia dibatte di economia e riforme, emerge la figura di Giancarlo Devasini, un nome poco noto al grande pubblico ma destinato a riscrivere le gerarchie della ricchezza mondiale. Questo sessantenne torinese, Chief Financial Officer e co-fondatore di Tether, l'azienda che ha creato la stablecoin più diffusa, USDT, è sul punto di entrare nell'esclusivo club dei super-ricchi globali. La sua storia, che lo vede passare da chirurgo plastico a magnate della finanza digitale, è un esempio paradigmatico di come l'innovazione tecnologica stia ridefinendo i paradigmi della ricchezza. Con la sua quota azionaria in Tether e l'ambizioso piano di espansione dell'azienda in settori all'avanguardia, Devasini si prepara a un'ascesa che potrebbe portarlo a superare giganti come Jeff Bezos o Warren Buffett, posizionandosi tra i primi quattro miliardari del pianeta.
Nato a Torino nel 1964, Giancarlo Devasini ha intrapreso inizialmente un percorso professionale inaspettato per un futuro protagonista del mondo finanziario. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Milano, ha esercitato brevemente come chirurgo plastico. Tuttavia, questa esperienza non lo ha appagato, portandolo a cercare una strada differente. Negli anni '90, ha virato radicalmente verso il commercio online di componenti elettronici e computer, un settore allora in piena espansione. Questa transizione gli ha aperto le porte al mondo della tecnologia e, successivamente, alla finanza digitale, permettendogli di intuire il potenziale delle criptovalute in un'epoca in cui erano ancora ai loro albori.
Nel 2014, Devasini, insieme all'informatico Paolo Ardoino (attuale CEO di Tether), ha fondato Tether Limited a Hong Kong. La loro brillante intuizione è stata quella di creare una stablecoin, una criptovaluta agganciata a una moneta tradizionale, nello specifico il dollaro statunitense. L'obiettivo era contrastare l'eccessiva volatilità tipica delle criptovalute come Bitcoin ed Ethereum, offrendo agli investitori un mezzo per operare sulla blockchain mantenendo la stabilità di una valuta fiat. Questa innovazione ha portato a un successo quasi immediato: oggi, Tether USDT è la criptovaluta con il maggiore volume di scambi a livello globale, gestendo miliardi di transazioni ogni giorno e svolgendo un ruolo centrale nei mercati digitali.
Le stime attuali di Forbes (2025) indicano che il patrimonio netto di Giancarlo Devasini si aggira intorno ai 22,4 miliardi di dollari, grazie alla sua consistente partecipazione del 47% in Tether. Questa cifra lo colloca già tra le persone più facoltose d'Italia, superando figure di spicco come John Elkann e Piero Ferrari. Tuttavia, il vero potenziale di crescita per Devasini risiede nelle prossime mosse strategiche di Tether. L'azienda sta pianificando un aumento di capitale privato e una diversificazione degli investimenti in settori emergenti come l'intelligenza artificiale, il commercio di materie prime, l'energia e i media. Alcuni analisti prevedono una valutazione complessiva di Tether prossima ai 500 miliardi di dollari. Se tali previsioni si concretizzassero, la quota di Devasini potrebbe raggiungere i 250 miliardi di dollari, catapultandolo al quarto posto tra i miliardari mondiali, alle spalle di Larry Ellison, Elon Musk e Mark Zuckerberg.
La solidità di Tether non si basa solo sui numeri impressionanti – con oltre 60 miliardi di token USDT in circolazione – ma anche su un quadro normativo sempre più favorevole alle stablecoin. Negli Stati Uniti, il nuovo Genius Act sta aprendo la strada al riconoscimento e all'utilizzo delle stablecoin come strumenti di pagamento ufficiali. Si prevede che la tokenizzazione renderà gli investimenti in Tether accessibili anche ai piccoli risparmiatori, ampliando ulteriormente la base di capitale dell'azienda e rafforzandone la posizione nel mercato.
Nonostante la sua vita si svolga principalmente tra Lugano, Londra e la Costa Azzurra, Devasini mantiene un legame profondo con l'Italia e la sua città d'origine. Recentemente, Tether Limited ha acquisito una quota del 10% della Juventus, diventando socio di minoranza del prestigioso club calcistico. Questa mossa riflette non solo una strategia di diversificazione degli investimenti, ma anche il desiderio di rafforzare la presenza e la riconoscibilità dell'azienda nel panorama italiano. Per molti italiani, questa operazione ha rappresentato la prima occasione per conoscere la figura di Giancarlo Devasini, un imprenditore che ha costruito la sua fortuna non su beni materiali o marchi tradizionali, ma su un'infrastruttura digitale capace di gestire flussi finanziari enormi in tempo reale. In un'epoca caratterizzata da incertezza economica e geopolitica, le stablecoin si sono affermate come un rifugio sicuro per molti investitori, e Devasini, con la sua combinazione di visione, acume finanziario e discrezione, incarna perfettamente questa trasformazione. Se le proiezioni degli analisti si riveleranno accurate, nei prossimi mesi potremmo assistere a un evento storico: l'ascesa di un ex chirurgo plastico torinese al tavolo dei giganti della tecnologia globale.
