Il settore biologico italiano ha registrato una crescita ininterrotta, affermandosi come leader in Europa per la percentuale di superficie agricola utilizzata (SAU) senza prodotti chimici. Negli ultimi dieci anni, l'estensione dei terreni coltivati biologicamente è aumentata del 163,5%, superando i 2,5 milioni di ettari, pari a oltre il 20% della SAU nazionale. Parallelamente, il numero di operatori biologici ha raggiunto quota 97.160, con un incremento del 137,18% dal 2004, di cui più di 87.000 sono aziende agricole. Questo successo si traduce in un valore economico che supera i 10 miliardi di euro, derivante sia dal mercato interno che dalle esportazioni.
FederBio, in occasione del suo ventesimo anniversario, ha evidenziato questi traguardi significativi, che affondano le radici nell'attività avviata nel 1992 con la Fiao (Federazione italiana agricoltura organica). Tra i successi più rilevanti spicca l'approvazione della legge nazionale sul biologico (legge n. 23/2022), un risultato atteso per oltre quindici anni. Questa normativa ha introdotto elementi cruciali come il marchio del biologico italiano, i distretti biologici per lo sviluppo rurale e il Piano d'azione nazionale per promuovere l'approccio agroecologico. Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, sottolinea come la legge abbia rappresentato una svolta decisiva, con bandi per progetti di filiera, promozione dei distretti e un piano sementiero già attivi. Il marchio italiano del biologico offre una grande opportunità per rafforzare l'identità della filiera, incrementando sia l'export che i consumi interni. Tuttavia, l'impegno di FederBio continua, focalizzandosi sulle difficoltà che le aziende biologiche ancora incontrano, in particolare l'eccessiva burocrazia e la necessità di investimenti strategici in ricerca, innovazione e formazione, elementi indispensabili per affrontare gli impatti del cambiamento climatico sull'agricoltura.
L'agricoltura biologica è fondamentale per la tutela della fertilità del suolo, della biodiversità e per la capacità di assorbire carbonio, offrendo al contempo benefici per la salute umana. La presidente di FederBio auspica che la nuova Politica Agricola Comune (PAC) destini maggiori risorse a chi opera nel rispetto della sostenibilità, creando opportunità di impiego e valore per la collettività. Il settore è chiamato ad affrontare numerose sfide, tra cui l'instabilità geopolitica, gli eventi climatici estremi e il degrado ambientale, che hanno causato un aumento dei costi di produzione e una riduzione dei redditi degli agricoltori. Per invertire questa tendenza, conclude Mammuccini, sono necessarie scelte chiare che garantiscano un prezzo equo lungo tutta la filiera e premino i modelli virtuosi come il biologico e il biodinamico, che proteggono il suolo, la biodiversità e i servizi ecosistemici. In questo contesto, la visione dei fondatori di FederBio rimane un punto di riferimento strategico, rappresentando l'unica organizzazione nazionale in grado di unire l'intera filiera, dalla produzione alla trasformazione e distribuzione, come modello interprofessionale essenziale per il futuro del biologico.
L'espansione del biologico in Italia non è solo un successo economico, ma anche un simbolo tangibile di un impegno crescente verso un futuro più sostenibile e responsabile. Questo percorso virtuoso dimostra come la sinergia tra produttori, istituzioni e consumatori possa generare un impatto positivo duraturo sull'ambiente, sulla salute e sull'economia, promuovendo un modello agricolo che rispetta la natura e valorizza il benessere collettivo.
