Finanza

Banca Privata: Un Motore Cruciale per la Crescita Economica Italiana

Il Private Banking in Italia emerge come un pilastro strategico, non limitandosi alla mera gestione patrimoniale per individui benestanti. Rappresenta invece una forza trainante per lo sviluppo economico, capace di incanalare la ricchezza privata verso iniziative produttive. Questo settore crea un legame vitale tra le famiglie e il tessuto imprenditoriale, rafforzando la competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI) e stimolando progetti innovativi con una visione a lungo termine.

Il Ruolo Trasformativo del Private Banking nell'Economia Italiana: Dettagli e Prospettive Future

In un convegno significativo intitolato 'Private Banking: il ruolo del risparmio privato per la crescita del Paese', organizzato da AIPB in sinergia con Intermonte e il Politecnico di Milano, è stato posto in luce il contributo essenziale di questo segmento. Durante l'evento, tenutosi il 29 settembre 2025, è stato presentato l'VIII Quaderno di Ricerca Intermonte, che ha rivelato un incremento del 39% degli investimenti del Private Banking nell'economia reale italiana. Questo dato conferma il settore come attore imprescindibile nel sostegno finanziario delle imprese nazionali.

Il Private Banking si configura come un partner strategico per gli imprenditori, supportandoli nella definizione di piani a lungo termine e guidando gli investitori in decisioni patrimoniali oculate. Circa il 23% della clientela Private è costituita da imprenditori di piccole aziende, responsabili del 30% degli asset in gestione. La relazione con il private banker è edificata sulla fiducia, con una durata media di 11 anni e circa 14 incontri annuali, che contribuiscono anche all'elevazione della cultura finanziaria degli imprenditori. Si stima che l'81% di essi percepisca un accrescimento delle proprie competenze grazie a questa consulenza.

In termini di allocazione degli investimenti, i clienti Private hanno destinato 1.095 miliardi di euro, mantenendo una liquidità contenuta e una maggiore esposizione azionaria rispetto alla media delle famiglie. Alla fine del 2024, gli investimenti nell'economia reale italiana da parte di questo segmento hanno raggiunto i 168 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 39% dal 2018, tra investimenti diretti e indiretti. Nel mercato non quotato, quasi la totalità degli investimenti privati (11 miliardi) è concentrata nei portafogli Private.

L'incontro ha visto la partecipazione di figure di spicco come Andrea Ragaini, Presidente AIPB, e Federico Freni, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Guglielmo Manetti, Amministratore Delegato di Intermonte, e Giancarlo Giudici, Professore al Politecnico di Milano, hanno illustrato i risultati della ricerca. Una tavola rotonda, con la presenza di Angelo Viganò (Mediobanca), Ugo Loeser (Arca Fondi SGR) e Alessandro Melzi D'Eril (Anima Holding e Anima SGR), ha dibattuto su strumenti e opportunità per rafforzare l'economia italiana.

Federico Freni ha enfatizzato la centralità del Private Banking per le PMI, riconosciute come la linfa vitale del sistema produttivo italiano, sottolineando la necessità di incentivare lo scambio tra risparmio privato e mercato regolamentato per generare nuove opportunità di sviluppo. Andrea Ragaini ha ribadito la capacità del Private Banking di convertire il risparmio privato in un volano di crescita, offrendo vantaggi sia alle famiglie che alle imprese attraverso meccanismi di finanziamento innovativi a lungo termine. Guglielmo Manetti ha evidenziato come un mercato dei capitali efficiente sia fondamentale per indirizzare il risparmio verso progetti a lungo respiro, menzionando il successo di strumenti come il Fondo Nazionale Strategico e i PIR nell'attirare capitali pazienti verso PMI e mid-small caps.

A livello internazionale, nonostante una crescita cauta negli Stati Uniti, l'Europa mostra una maggiore stabilità. Per potenziare la competitività, il Rapporto Draghi suggerisce un investimento annuale di circa 800 miliardi di euro in ricerca, innovazione e sviluppo. L'Italia è chiamata a cogliere questa occasione, adottando modelli economici più propensi alla crescita e sfruttando strumenti finanziari a lungo termine.

Le PMI italiane si trovano di fronte a significative sfide. Soltanto l'8% degli imprenditori prevede una crescita robusta nei prossimi tre anni, e la pianificazione aziendale rimane prevalentemente annuale. I motori principali della crescita sono ancora l'efficienza nella gestione delle risorse e il controllo dei costi (50%), mentre l'innovazione (22%) e le operazioni straordinarie (6%) hanno un ruolo più marginale. La maggior parte dei finanziamenti proviene dal credito bancario (39%) e dall'autofinanziamento (44%), con una limitata conoscenza di strumenti più avanzati come private equity, venture capital e mini-bond. In questo contesto, il Private Banking può fungere da catalizzatore per l'accesso a soluzioni finanziarie più sofisticate.

Il Quaderno di Ricerca Intermonte conferma l'efficacia del Private Banking nel convertire il risparmio in investimenti produttivi. AIPB propone tre direttrici strategiche: aumentare l'esposizione a strumenti produttivi quali equity e private market tramite consulenza avanzata; agevolare l'incontro tra famiglie e imprese, riducendo la dipendenza dal credito bancario e convogliando risorse verso PMI e imprese innovative; e sviluppare il mercato dei capitali, creando strumenti liquidi e attraenti per investimenti a lungo termine. L'introduzione di PIR alternativi ed ELTIF, unitamente a incentivi fiscali mirati, può favorire la permanenza del capitale nelle imprese, permettendo al Private Banking di esercitare appieno il suo ruolo propulsore per la crescita italiana ed europea.

Questo report evidenzia chiaramente come il Private Banking stia evolvendo da un servizio di nicchia a un componente essenziale per lo sviluppo economico complessivo. L'investimento di miliardi di euro nell'economia reale non è solo un numero, ma rappresenta la fiducia riposta nelle PMI italiane e il potenziale di crescita che ne deriva. La stretta collaborazione tra istituzioni finanziarie, università e governo è fondamentale per superare le sfide attuali e sbloccare ulteriori opportunità. È incoraggiante vedere come la consulenza finanziaria possa non solo salvaguardare, ma anche accrescere le competenze degli imprenditori, dimostrando che un approccio integrato e orientato al lungo termine è la chiave per un futuro economico più prospero e resiliente per l'Italia e l'Europa.