Il settore della portualità turistica italiana rappresenta una risorsa di inestimabile valore per l'intera nazione. Con una rete estesa di oltre 800 strutture e 162mila ormeggi, lungo i 7.700 chilometri di coste che abbracciano 15 regioni, l'Italia si conferma un polo attrattivo per il turismo marittimo e un motore vitale per l'Economia Blu. Questo comparto, secondo le analisi di Sace, contribuisce al Prodotto Interno Lordo con un valore aggiunto di 64,6 miliardi di euro e coinvolge circa 230mila imprese, offrendo opportunità lavorative a più di un milione di individui in diverse aree, dalla costruzione navale ai servizi turistici e alla logistica portuale. L'effetto moltiplicatore di questo settore è notevole, generando un impatto economico complessivo che raggiunge i 180 miliardi di euro. Le previsioni per il 2025 indicano una crescita continua, con un aumento dell'1,5% per le vendite di ormeggi e del 3,2% per gli ormeggi di transito.
Nonostante le promettenti prospettive, la portualità turistica italiana si trova di fronte a significative sfide che richiedono interventi mirati di ammodernamento e innovazione. Le infrastrutture esistenti necessitano di investimenti in banchine, moli, opere di difesa e servizi essenziali come l'approvvigionamento idrico, la gestione dei rifiuti, l'elettrificazione e i sistemi di monitoraggio digitale. È cruciale anche migliorare la logistica di accesso, includendo strade, parcheggi e trasporti, oltre ai servizi di assistenza tecnica e commerciale. La digitalizzazione è un pilastro fondamentale per il futuro, con iniziative come il programma \"Wifi by Italia.it\" che mirano a garantire connettività gratuita in numerosi porti. Per superare le barriere all'accesso al credito per le piccole imprese del settore e per promuovere la formazione di competenze specialistiche, è stato concepito il piano \"Port in Italy\". Questo è il primo Piano strategico nazionale per la portualità turistica, sviluppato da Assonat in collaborazione con Sace, che intende fornire una visione comune e linee guida per investimenti sostenibili e di qualità, culminando anche in una proposta di legge per un quadro normativo stabile.
Il ruolo di Sace in questo scenario è fondamentale, fungendo da partner strategico per la crescita e il finanziamento delle imprese coinvolte. Attraverso il modello \"Grow\", Sace supporta le aziende con strumenti finanziari e assicurativi integrati, garantendo liquidità, gestendo i rischi e offrendo opportunità di business su scala globale. Silvia Massaro, business director di Sace, sottolinea l'impegno dell'organizzazione nel sostenere lo sviluppo di porti strategici e di realtà più piccole, promuovendo l'ammodernamento delle strutture e l'implementazione di soluzioni innovative come gli impianti fotovoltaici. L'economia blu europea, di cui l'Italia è leader insieme a Spagna e Francia, evidenzia il turismo costiero come il comparto più rilevante, con un notevole valore aggiunto e fatturato. La competizione internazionale e le sfide climatiche rendono imperativi investimenti in sostenibilità, innovazione e resilienza. La proposta di legge per la portualità turistica, frutto del lavoro di Assonat e del team \"Port in Italy\", mira a consolidare il settore con parametri comuni e una direzione nazionale, per valorizzare il patrimonio costiero italiano in modo innovativo e sostenibile, creando un impatto positivo duraturo.
Investire nell'Economia Blu significa riconoscere il potenziale intrinseco delle nostre risorse marittime e costiere, trasformandole in catalizzatori di prosperità e benessere collettivo. La sinergia tra enti pubblici e privati, unita alla visione di un futuro sostenibile, ci permette di superare le sfide attuali e di costruire un ecosistema marittimo più forte, innovativo e inclusivo. Questo percorso non solo rafforza la nostra economia, ma promuove anche la conservazione di un patrimonio naturale prezioso, ispirando le generazioni future a prendersi cura del nostro pianeta e delle sue risorse, alimentando un ciclo virtuoso di crescita e responsabilità.
