I family office, strutture specializzate per gestire i patrimoni delle famiglie con altissimi redditi, stanno attraversando un periodo di crescita straordinaria. Secondo studi recenti, entro il 2030 si prevede che supereranno quota 10.700 unità globali, gestendo oltre 5.400 miliardi di dollari. Tuttavia, questa espansione è accompagnata da una sfida significativa: la penuria di professionisti qualificati in grado di sostenere le esigenze del settore. Inoltre, la preferenza per personale fidato rischia di compromettere l'efficienza operativa.
Un'altra problematica riguarda la percezione del lavoro nei family office come poco appetibile per i giovani professionisti, a causa della mancanza di chiarezza nei percorsi di carriera e delle condizioni di lavoro informali. Nonostante gli incentivi economici in aumento, molte realtà ammettono di avere difficoltà nel reclutare e mantenere talenti.
La Preferenza per la Fiducia Personale
Nel contesto dei family office, la scelta del personale spesso privilegia la fiducia piuttosto che la pura professionalità. Le famiglie optano per figure con cui hanno già stabilito un rapporto consolidato, sacrificando occasionalmente competenze tecniche specifiche. Questa tendenza è motivata dalla necessità di proteggere interessi sensibili e assicurare la massima discrezione nella gestione dei patrimoni.
Secondo Tobias Prestel, fondatore di Prestel and Partner Family Office Conferences, questo approccio può essere comprensibile ma rischia di limitare l'efficacia operativa. Le famiglie sono inclini a selezionare candidati non solo per le loro abilità, ma anche per la capacità di garantire sicurezza e affidabilità. Pertanto, mentre la fiducia personale è essenziale, essa può talvolta ostacolare l'introduzione di nuove competenze e metodi innovativi. La domanda cruciale resta: come bilanciare fiducia e professionalità?
Le Difficoltà Nella Ricerca di Talentuosi Professionisti
Il settore dei family office si trova ad affrontare una crescente carenza di professionisti qualificati. Molti giovani professionisti vedono queste strutture come ambienti poco attraenti per via della mancanza di chiarezza nei percorsi di carriera e della formalizzazione dei ruoli. Iris Xu, fondatrice di Jenga, evidenzia come le posizioni legate agli investimenti siano particolarmente difficili da riempire, con un tasso di turnover elevato.
Inoltre, la ricerca di candidati "tuttofare" — capaci di svolgere contemporaneamente diverse funzioni — aumenta ulteriormente le difficoltà di reclutamento. Il settore deve competere con banche, fondi di private equity e hedge fund per attrarre i migliori talenti. Alcune famiglie sono disposte a offrire premi salariali sostanziosi, come dimostrato da Reto Jauch di SZ&J, che segnala offerte fino a 190.000 dollari annui per un executive assistant. Tuttavia, anche questi incentivi non sempre risultano sufficienti per attirare professionisti con esperienza o aspiranti leader del futuro. L'ambiente dei family office rimane quindi un mercato difficile e selettivo, richiedendo profili rari che sappiano navigare tra fiducia e professionalità.
