Finanza

L'Europa di fronte al bivio: il futuro dell'industria solare è appeso a un filo

L'industria solare europea si trova a un crocevia fondamentale, con la necessità impellente di interventi da parte dell'Unione Europea per garantire la sua sopravvivenza e crescita. Le associazioni di settore sottolineano l'urgenza di un piano d'azione concreto, volto a sostenere la produzione di energia solare \"Made in Europe\", in un contesto di difficoltà economiche e concorrenza globale.

Un'alba o un tramonto per l'energia solare europea: la richiesta di un intervento immediato

L'appello congiunto per un'azione immediata: salvaguardare il futuro solare europeo

In un momento critico per il settore energetico, le principali associazioni dell'industria solare europea, l'European Solar Manufacturing Council (Esmc) e SolarPower Europe (Spe), hanno lancato un pressante appello alle istituzioni di Bruxelles. Attraverso una lettera congiunta indirizzata ai vertici della Commissione Europea e trasmessa ai ministri del Consiglio Competitività, è stata evidenziata la necessità di un'azione rapida e decisa. L'obiettivo è sollecitare l'annuncio di un piano d'azione specifico e tangibile per il fotovoltaico prodotto in Europa, in occasione della prossima riunione ministeriale del 30 settembre. Questa iniziativa mira a prevenire l'ulteriore declino della capacità produttiva del continente nel settore solare, considerata la situazione attuale di rallentamento e difficoltà.

L'urgenza di una risposta politica: tra ambizione e realtà del settore

Walburga Hemetsberger, alla guida di SolarPower Europe, ha sottolineato il momento cruciale che l'industria solare europea sta vivendo. Ha evidenziato come, in assenza di un intervento coordinato e tempestivo, il rischio di perdere definitivamente le ultime strutture manifatturiere sia concreto. Di conseguenza, ha esortato i leader dell'Unione Europea a trasformare in azioni concrete le intenzioni espresse dal Net Zero Industry Act. Questo quadro normativo, insieme alla EU Solar Charter del 2024, ha fissato l'ambizioso traguardo di produrre almeno 30 GW di capacità solare entro il 2030. Tuttavia, la realtà attuale presenta un quadro opposto, con un rallentamento nell'implementazione, fabbriche in sofferenza, chiusure e casi di insolvenza lungo l'intera catena di valore. Christoph Podewils, segretario generale di Esmc, ha ribadito l'allarme, affermando che l'Unione Europea deve agire prontamente per proteggere la propria indipendenza energetica nel settore solare. Ha sottolineato che l'obiettivo dei 30 GW non si sta concretizzando e che il tempo a disposizione è limitato, con i produttori incapaci di attendere il prossimo ciclo di finanziamenti pluriennali.

Priorità per la rinascita: un piano d'azione in cinque punti

Per affrontare la crisi e rilanciare l'industria solare europea, le due associazioni hanno delineato cinque aree di intervento prioritarie. Queste proposte, che dovrebbero essere discusse e adottate al prossimo vertice, includono la creazione di un Piano d'Azione europeo per l'industria fotovoltaica con orizzonte 2030, una chiara strategia per ripristinare e espandere le capacità produttive lungo tutta la filiera. Si richiede inoltre una revisione delle normative sugli appalti pubblici, per incentivare la resilienza, la cybersicurezza e la preferenza per i prodotti europei, garantendo un ruolo significativo al \"Made in Europe\" nelle gare. Un altro punto chiave è l'istituzione di un nuovo fondo dedicato alla manifattura di tecnologie pulite, con una sezione specifica per il solare che copra sia le spese in conto capitale (Capex) che quelle operative (Opex). Le associazioni propongono anche l'estensione del supporto operativo temporaneo, attualmente limitato, a tutti i segmenti della filiera per prevenire ulteriori chiusure e salvaguardare l'occupazione qualificata. Infine, è auspicato un ruolo più incisivo della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), attraverso prestiti a tasso agevolato o zero, controgaranzie e l'integrazione di criteri \"Made in Europe\" nei progetti finanziati. Questi interventi sono considerati essenziali per evitare che l'Europa perda irrimediabilmente la sua industria solare.